Antonino Caponnetto, Miti per l’uomo solo

caponnettoCollana Chiara – poesia italiana contemporanea
ANTONINO CAPONNETTO, Miti per l’uomo solo
Prefazione di Gregorio Scalise
Con una nota di Chiara De Luca
ISBN 978-88-96263-05-1
pp. 103, € 10,00

 

Miti per l’uomo solo è un percorso di ricerca che l’autore intraprende a fianco del lettore, delle “femmine irrequiete, i folli, i saggi, / i senza patria, i senza dio, gli offesi, / i creduli, i dispersi, i malfattori,” ovvero di tutte le creature sole, erranti, nel duplice significato del termine, cui questi versi si rivolgono fin dalla dedica di apertura. È una mano aperta che si porge per intrecciare queste solitudini nel tessuto dell’esperienza individuale, che diviene dunque collettiva nel momento in cui l’Io ci si lascia (dis)fare dalla vita, per poi dipanare i fili delle memoria nel percorso di individuazione del Sé mediante il recupero e la valorizzazione di ciò che è stato,  ri-percorrendo l’ordito di luoghi, persone, sogni, miti e suggestioni incontrate sul cammino, custodite dentro. E l’ordito si  va materializzando verso dopo verso, come in un patchwork fatto di brevi scorci di ricordo e alti slanci di pensiero, citazioni colte e inserti del parlato, incursioni nel dialetto e prestiti dalla cultura popolare, neologismi e contaminazioni linguistiche, a testimoniare una fede forte nella parola,  che vorrebbe sconfiggere la Colpa del re, che spezzò la lingua dell’umanità in tante papille che vogliono ritrovarsi, ritrovando il gusto del comunicare, che fornisce un mito cui appigliarsi nella solitudine congenita dell’Umano.

 

Chiara De Luca

 

 

“Che cos’è la poesia, se non la ricerca di dare un senso al tempo? Questa sicuramente potrebbe essere una risposta. Il tempo che viviamo, e che ci appartiene, nella società attuale scarseggia sempre di più. Siamo presi dal lavoro, dalla fatica di giostrare il tempo libero con i rapporti interpersonali, dalla fretta. Caponnetto, nella sua raccolta “Miti per l’uomo solo”, dimostra di avere una forte consapevolezza di tutto questo. Fin dalle prime due poesie, e, ancora sempre nella sezione “LUOGHI NON-ALFA”, nella breve ma efficace “Lungo i giorni deserti e le strade”, o in “Pour la douleur du pauvre”, “Sosta d’inverno”, questa sensazione sembra portante e presente. (Ma anche nella seconda parte, “INTORNI NON-OMEGA” poi in “Sei”, “Fragmentum I”.)”

 

dalla  prefazione di Gregorio Scalise