Juan Gelman, sotto

Juan_GelmanCollana Corola – Poesia latino-americana
JUAN GELMAN, sotto
Edizione trilingue sefardita-spagnolo-italiano
Traduzione e curatela di Alessandro Ghignoli
ISBN 978-88-96263-45-7
pp. 86, € 15

 

Riscritto per non lasciare sola la parola, per non farla suprema.

Per lasciare il segno, per il tentativo, aggiungere qualcosa all’altro, far andare il bisbiglio.

Il respiro.

Adagio è il cammino, la consegna di ciò che è perduto, la nota da affrancare e la configurazione della metamorfosi.

Il colloquio è scardinare l’assurdo in movimento, l’abbaglio intorno dal basso al centro, nel momento dell’invisibile. Il risorgente moto della trasformazione, l’evidente fatto parola. La domanda in sospetto.

Il tentativo a contraffare la diserzione.

 

Vicino alla conquista, la disperazione. Il rigore del ripetersi, la misura in oblio si apre alla luce dalle mille ombre.

L’appoggio alla parola è l’assenza, il disporre dell’annuncio, dell’avvertimento inutile.

L’interstizio dentro la crepa: il bianco che tutto dice.

 

Confondersi nella ricerca, nella nebbia dove dal nulla si comprende.

Dove l’estremo è il punto minimo nella distanza cancellata e rimossa.

Non c’è risveglio, corsa, evidenza possibile. L’orizzonte è la gabbia, la lenta cerimonia del girarsi.

 

 

Si ripetono le domande, sono frammenti chiusi nel reticolo.

Il dubbio cede il passo, si distacca, ripercorre lo scrivere, il suo istante di pericolo o di perdita.

Non c’è altra follia possibile, non c’è differenza più diversa che il rumore nell’orecchio, che la scelta ineguagliabile.

 

Come un testo può ridare un pensiero, come soltanto un liquido può divenire solido.

L’abisso conosciuto è lo sterminato deserto delle scelte.

La luce della notte chiede spazio nella regolarità del fumo. Il profilo è una certezza, un passaggio possibile.

 

Appoggiarsi al suono, alla parola, al taglio lasciato, all’intervallo di ogni stupore.

Anche così permane la dilatazione dell’assenza, il tentativo di riunire le parti. L’intuizione è il gioco della differenza.

La forma significa, la libertà dei dire costruita nella decisione: è.

 

dalla postfazione di Alessandro Ghignoli