Norina Fornasier, Infanzie

cover_InfanzieCOLLANA CHIARA
Poesia italiana contemporanea
NORINA FORNASIER, Infanzie
Prefazione di Rossella Renzi
Con un nota di Chiara De Luca
ISBN 978-88-96263-63-1
pp. 94, € 12,00

 

Non teme nulla la poesia di Norina Fornasier, procede cristallina come una scoperta, capace di contemplare la realtà con lo sguardo del sogno. Delicata e lieve come un intimo segreto, la scrittura riferisce senza titubanza, della colpa e dell’innocenza, del respiro e della morte, dell’amore fortissimo e sfaccettato. Ed è proprio questo il tema che impregna il libro, aggrovigliato tra il bene e il male, evocato nelle sue molteplici forme: l’amore materno, filiale, fraterno, passionale… quel sentimento che si può trasformare – per un capriccio degli dei, per una metamorfosi – nel suo esatto contrario (“Quella promessa io l’ho mantenuta: / ti lascio solo perché tu lo vuoi”). Ed ecco che il canto, a tratti si fa lamento, mai scomposto però, o straziato: diviene preghiera silenziosa, a protezione di certe fasi della vita (infanzie), che si dilatano, nel tempo transitorio, inafferrabile. Così, bisogna bloccarlo in qualche modo, nominarlo “questo nostro tempo” – oggi, stanotte, ora – per ribadire che ci siamo, mentre “Scivola liquido il Sé / nella cruna infinita del tempo”. “Vorrei dirti/ non temere quella fine / niente comincia e finisce con te”.

 

Dalla prefazione di Rossella Renzi

 

 

 

 

 

 

Infanzie è  un inno delle Madri, il cui ventre continua a comprendere e accogliere i figli all’infinito, aperto, accogliente, anche quando i figli l’abbiano squarciato per uscirne, recidendo con violenza cieca il cordone e ogni altro possibile legame. O illudendosi di poterlo fare. Perché le madri invece non cedono, non si spengono neppure di fronte all’atrocità che vorrebbe fermare il vento. Se ne restano nel cielo delle infanzie, stelle ardenti all’infinito pulsanti.  La loro luce non scema, non trema, non vacilla. Perché il loro amore è fuoco che arde incrollabile e che riscalda, che continua a covare e a nutrirsi di sé anche quando le ceneri dell’odio o dell’indifferenza tentano di soffocarlo. Perché le madri emergono dal buio a rischiarare quel ponte, a far tremare le assi sottostanti. Restano presenti. Inestinguibili fonti.

 

Dalla nota di Chiara De Luca