Roberto Agostini, La Creazione

Roberto_Agostini_La_Creazione_coverCOLLANA CHIARA – Poesia italiana contemporanea
ROBERTO AGOSTINI, La Creazione
Con un nota di Chiara De Luca
ISBN 978-88-96263-64-8
pp. 252, € 15,00

La Creazione è un’opera che si offre nel suo stesso farsi, è messa in scena del processo creativo nel suo compiersi, è scrittura viva mentre avviene e contiene, abbracciando tutti i generi letterari e nessuno.  È difficile infatti classificare univocamente questo libro, che oscilla tra il divertissement e il romanzo epico d’ampio respiro. In esso la voce di Agostini prova e tende fino allo spasmo tutte le proprie corde, vibranti su un amplissimo ventaglio di registri stilistici e linguistici. Il tono è infatti ora letterario, talvolta  studiatamente aulico o naturalmente colto, talvolta quotidiano, domestico, fino a inglobare la lingua parlata, lo slang, per poi colorarsi di neologismi, tecnicismi, prestiti e calchi dalle lingue straniere. Agostini sembra voler piegare, modellare, ri-creare il linguaggio sfruttandone al massimo tutte le potenzialità, rivelandone le debolezze e i punti di forza, ora per celebrarlo, ora per irriderlo, vuotarlo, ora per demonizzarlo. L’ironia e l’autoironia autoriale che permeano questo libro, celandosi talvolta dietro la gravità e la serietà di gesti linguistici e narrativi ostentati, sembrano voler sdrammatizzare il processo creativo stesso, denudandolo perché possa poi rivelarsi nella propria piena efficacia comunicativa.

Agostini gioca anche visivamente sull’eterogeneità e la malleabilità del linguaggio, variando font, stili e caratteri, per rappresentare anche gli elementi non verbali del discorso, mettendo in scena pause, toni, altezze, variazioni, mostrando come la lingua non basti, come il processo creativo sia in potenza infinito, omnicomprensivo, eppure aperto su ogni lato. Di qui  il carattere magmatico di quest’opera, la tensione narrativa e la potenzialità esplosiva  in esso sempre soggiacente, tanto che il lettore ha l’impressione di essere trascinato per luoghi esotici e quotidiani e paesi distanti e tempi differenti, visitati per mano alla Sibilla, smascherati, demoliti e poi ricostruiti a dimostrare che nulla tiene davvero stabilmente, che tutto è passibile di evoluzione, metamorfosi, rivisitazione. Tra personaggi reali e immaginari, del presente, del passato e della fantasia, in un tourbillon di volti e voci e storie collettive e individuali, il poeta osserva la realtà immergendosi in essa con coraggio, con sguardo talvolta dolente, spesso quasi divertito, la bocca piegata in un mezzo sorriso, che a volte si spalanca, a volte ripiega in una smorfia; apostrofando il lettore ora tra le righe, ora esplicitamente, punzecchiandolo, esortandolo, invitandolo a prendere parte attivamente al processo creativo, a completare il libro, a unire la propria voce a quella del coro. Senza pianto o lamento, né riso alto, senza (auto)compatimento, né paternalistica alterigia, Agostini guarda questa nostra umanità dal suo centro, ricreando, mascherando, disvelando anche se stesso. Mettendosi in scena nell’atto stesso di creare.

Chiara De Luca