Laura Fusco, Da da da

COLLANA CHIARA – Poesia italiana contemporanea
LAURA FUSCO, Da da da
Prefazione di Paolo Conte
ISBN 978-88-96263-65-5
pp. 66, € 12,00

 “La musicalità del verso, il brio antiretorico, tutto il bagliore lirico e la brillante fantasia di –Aqua nuda- (Maurizio Cucchi)  tornano in Da da da.

 Il nuovo libro della Fusco “è una raccolta che possiamo tenere tra le mani come un disco in vinile, piuttosto che un CD o un DVD.  Per ascoltare e riascoltare le singole tracce-poesie e la loro successione in concerto, che ci prende nei suoi echi, nelle sue vibrazioni e nei riverberi di suono e di senso, moltiplicati a ogni rilettura.” (Chiara De Luca)

 “È pioggia sui ponti, pioggia di parole, pioggia di Londra e di Parigi. Cade su Chet Baker e Baudelaire, su Rava e Coltrane, su Stendhal e Tchaikovsky …. E da da da: dà un gran senso di libertà.” (Paolo Ferrari)

Le poesie sembrano testi di canzoni, ballate e racconti in forma di poesia. Parlano di blues, jazz, musica, musicisti, sentimenti, soprattutto della vita e della morte. O ricostruiscono ambienti e atmosfere: di feste, notti insonni passate in studi di registrazione, solitudine e incontri fatali. “Versi bellissimi”, scrive Paolo Conte in prefazione. E: “musica e musicisti sono per Laura Fusco un suo personale specchio”.

La musica emerge da citazioni e rimandi a canzoni o a testi e musicisti (Paolo Conte, Chet Baker, Bill Evans, Enrico Rava, Ben Webster e Woody Allen). “E la parola s’impone, cerca luoghi quotidiani di senso, toglie ogni dubbio sulla propria capacità di essere strumento, di evocare danze e silenzi, ricomporre vecchie foto strappate e scattare fugaci polaroid del presente”.(Chiara De Luca) Quando la musica è pretesto per un racconto d’amore, un incontro o una separazione, un viaggio, e quando diventa colonna sonora, impregna i sensi e filtra la percezione del mondo.

“… si mischiano la frammentarietà del jazz e quella della poesia, moderna in senso eliotiano, e “barocca” nello scomporre e ricomporre la percezione della vita in senso esistenziale, nel penetrare e invadere territori proibiti… il jazzattraversa tutto, mitizza gli eventi, invita all’abbandono,… riempie di piacere,…. la vita come la musica sfugge ad ogni possesso definitivo….”(Anna Maria Robustelli)