Giuseppe Ferrara, segnicontroversi

Giuseppe Ferrara coverCOLLANA CHIARA
Poesia italiana contemporanea
Giuseppe Ferrara, segnicontroversi
Prefazione di Jacopo Ricciardi
Postfazione di Alfonso Gianna
ISBN 978-88-96263-73-0
pp. 92, € 12,00

segnicontroversi inizia con un’asserzione paradossale e impossibile: nella prima poesia, in risposta a un dialogo avuto con il poeta Valerio Magrelli, in un discorso sapienziale che ricorda quello tra due poeti dell’antica Cina, Giuseppe Ferrara, all’affermazione “esiste un diritto al dovere”, risponde “Vorrei esistesse anche un dovere / all’aver diritto”, come se la dignità dell’uomo potesse essere raggiunta attraverso regole ben definite. Il nostro poeta ci mostrerà che religione e politica rispondono in maniera incompleta, offrendo macerie e isolando l’individuo, isolandolo dentro di sé a se stesso, come se l’epoca contemporanea, priva di ideologie, ci privasse di passioni palpabili, che egli però rintraccia negli interstizi della realtà, difficoltosi, abbaglianti, estremi, al limite della stessa accettazione della vita.

La poesia stessa diventa, nel discorso, una sintonia di segni, parole, che perdono la loro durevolezza nel momento stesso in cui vengono lette. Il discorso esiste o si sfa? “L’atomo si fissa, la parola no.” sintetizza amaramente il poeta, percependosi da un’altra stella che sta fissando nel cielo. La fisicità si sdoppia e quasi si annulla, e ciò che è dato all’uomo, ossia il potere della parola, è labile e imperituro. Questo domina la logica, percependo il divenire instabile della parola, fino a contaminare lo stesso momento presente: alla lettura, l’avvento del significato, è disturbato, sgretolato. Cosa si salva? Qualcosa resta tra queste macerie di realtà, negli interstizi del reale, nelle lacerazione di detriti, particolari infinitesimali in vastissimi ammassi; lì si trovano dei passaggi dove sensi e passioni possono tentare di riaggregarsi e tornare a pulsare: “Invisibile la Vita ci spia”.

dalla prefazione di Jacopo Ricciardi

 

Fin dal titolo, la raccolta si presenta come un tentativo di conciliare coppie dialettiche già studiate e indagate nella loro contrapposizione da Valerio Magrelli – ispiratore decisamente rivelato ed omaggiato –: i segni sono controversi e i versi sono contrapposti ai segni proprio per tentare una difficile sintesi tra coppie antitetiche: oltrecielo e terra, buio e luce, silenzio e parola, dubbio e rivelazione. Comprensione e percezione.

Il poeta sembra attratto dalle transizioni tra questi opposti: tra il tacere e il dire vi è il segno e la parola scritta; tra la luce e il buio vi è sempre un tramonto, viceversa, un’aurora; tra il dubbio e la certezza vi è una sorta di compassione per chi non dubita e chi non crede, una sospensione di incredulità e giudizio.

dalla postfazione di Alfonso Gianna