Alberto Amorelli, “Elegia dell’inverno” – Matteo Pazzi, “Bestiario dell’estate”

Amorelli_Pazzi

COLLANA DEL DUCA – Autori ferraresi. A cura di Matteo Bianchi

ALBERTO AMORELLI, Elegia dell’inverno – MATTEO PAZZI, Bestiario dell’estate

Foto di CHIARA GALLONI

Prefazioni di AMORELLI per Pazzi e di PAZZI per Amorelli

ISBN 978-88-96263-79-2

pp. 42+38, € 12,00

L’inverno, con la sua apparente immobilità, mette a un tratto in scena il proprio crimine: la volontà di far credere che si sia giunti al capolinea. E, allora, interviene quel detective selvatico chiamato “Poesia”, l’unico capace, in poche illuminanti battute, di risolvere il caso della «stagione finale». Il nostro detective sorprende l’epifenomeno mentre sta danzando sensualmente con una vestale. È così che si manifesta la vera protagonista dell’Elegia, ossia una figura femminile scolpita in un cielo di neve, un po’ sacerdotessa-vestale, un po’ passaggio obbligato verso il ricordo. La figura femminile, in quanto sacerdotessa, ha accesso al segreto della vita (la realtà è senza confini), mentre, in quanto passaggio obbligato, appare come la cristallizzazione di un attimo indispensabile per giungere a una nuova primavera.

Dalla prefazione di Matteo Pazzi a Elegia dell’inverno di Alberto Amorelli

Con una vivace penna bruciante di calor bianco il Bestiario d’Estate del Pazzi è tutto quello che non volevate sapere dell’estate, è il frantumarsi dei sogni, è la cruda realtà che si fa strada, selvaggia nelle nostre deboli menti pigre, è quello che ci sveglia con un calcio nelle palle e ci dice che le cose non stanno come crediamo e non lo sono mai state, è «un patetico film di avventure estive / e scandali al sole» ( da “Lo stabilimento balneare”). L’estate di Pazzi è spesso una lenta e seducente distruttiva agonia di luoghi comuni, è cruda, è così dura da diventare quasi una granitica testimonianza di sogni infranti e illusioni galoppanti […]

Dalla prefazione di Alberto Amorelli per Bestiario dell’estate di Matteo Pazzi