Inger Christensen, Lettera in aprile

Christensen_Lettera_coverCOLLANA ALFABET

Poesia nordica contemporanea
Diretta da Bruno Berni e Morten Søndergaard
INGER CHRISTENSEN – Lettera in aprile
Traduzione di Bruno Berni
Postfazione di Elisabeth Friis
ISBN 978-88-96263-92-1
pp. 112, € 12,00

La luce nasconde e la mela è verde come il sole è tondo. Entrambe le dichiarazioni sono vere in senso logico, ma nella poesia di Inger Christensen le aspettative nei confronti di una formazione di analogie basata su una normale logica sono sospese, poiché sorprende che la luce nasconda, e che la mela non venga paragonata al sole per la sua forma rotonda, ma per il fatto che abbia un predicato prototipico, il predicato “verde”. E l’analogia arriva anche ben oltre l’apparente percezione quotidiana, poiché il legame tra sole e mela coinvolge un contesto cosmico: la forza di gravità, la mela che cade e colpisce Newton sulla testa, il sole che sale, la luce che in realtà cade e non si riversa, e la mela che grazie a questa magica operazione diviene senza peso, poiché sale come il sole. Inoltre c’è una chiara allusione al noto chiasmo che conclude le Elegie duinesi di Rilke. «Und wir, die an steigendes Glück / denken, empfänden die Rührung, / die uns beinah bestürzt, / wenn ein Glückliches fällt».

La poesia indica in tal modo le leggi dell’universo in ciò che è molto vicino – un’indicazione messa in atto anche dall’identificazione con la prospettiva del bambino che gioca – e il meraviglioso insito in tale esperienza. Apre una percezione quotidiana verso il cosmo e in tal modo aggiunge alla quotidianità una nuova dimensione rappresentando il mondo com’è, ma come normalmente non viene percepito, e da questo segue una nuova esperienza del nostro essere una parte del labirinto. Nel bel mezzo dell’«aprile del dolore» la porta verso il mondo è spalancata.

dalla postfazione di Elisabeth Friis