Machado de Assis, Crisalidi

crisalidi_coverPOESIA BRASILIANA
Machado de Assis, Crisalidi
ISBN: 978-88-96263-98-3
pp. 196, € 12

Joaquim Maria Machado de Assis è nato a Rio de Janeiro, da un imbianchino mulatto e da una donna portoghese. Era nipote di liberti (in Brasile la schiavitù fu abolita nel 1888). La madre morì quando era ancora molto piccolo, e Machado fu cresciuto dalla madre adottiva, una donna mulatta, che lavorava come lavapiatti presso una scuola femminile, trascorrendo anche del tempo con la nonna benestante, Dona Maria José de Mendonça Barrozo Pereira. Machado ricevette un’istruzione formale esigua, apprese il francese da un vicino panettiere. Della sua infanzia si sa molto poco, tra le altre cose che soffrì di un disturbo del linguaggio e di epilessia, che lui stesso definiva “fenomeni nervosi”, oppure “peccato originale”.
Mentre lavorava come apprendista stampatore presso la National Press, Machado iniziò a scrivere. In seguito fu impiegato come venditore e correttore di bozze al Paulo Brito Bookshop. Le sue prime opere letterarie furono pubblicate in periodici come “A Marmota Fluminense”, “Correio Mercantil”, “Diário do Rio de Janeiro”, e “A Semana Ilustrada”. Tra i venti e i venticinque anni, iniziò a diventare un poeta rinomato e verso la fine degli anni Sessanta era divenuto un uomo di lettere brasiliano di successo.
Tra il 1862 e il 1864 Machado de Assis fu membro e censore del Conservatorio Drammatico Brasiliano. Nel 1869 sposò Carolina de Novaes, una donna portoghese istruita, proveniente da una famiglia benestante. Non ebbero figli, ma la loro unione fu felice e armoniosa.
Dal 1873, Machado de Assis lavorò come impiegato e poi come direttore dell’amministrazione del Ministero dell’Agricoltura. Dal 1873, e ne uscì con una nuova visione della letteratura. Dettò alla moglie Memórias póstumas de Brás Cubas [1881, Memorie postume di Bras Cubas], in cui il narratore racconta post mortem la propria storia. Nel 1897, fondò l’Accademia Brasiliana delle Lettere, di cui fu il primo presidente. Dopo aver quasi perso la vista, Machado de Assis si allontanava raramente dalla sua città natale. Morì il 29 settembre del 1908.

La cosiddetta “fase romantica” della carriera letteraria di de Assis abbraccia i suoi primi quattro romanzi, alcuni racconti, qualche pezzo teatrale e un numero considerevole di articoli giornalistici e scritti critici. La seconda fase inizia con il romanzo Memórias póstumas de Brás Cubas, che segnò una rottura con le convenzioni letterarie dell’epoca.
Machado de Assis era un acuto osservatore della mente umana e dei suoi lati oscuri. Come molti autori della sua epoca, aveva adottato la preoccupazione riformista, ma la sua visione del mondo era intrisa di scetticismo riguardo al “metodo documentaristico del naturalismo” e a una possibile bontà dell’essere umano; la realtà è la verità essenziale che distrugge le illusioni. L’ironia era per lui un espediente per fare critica sociale, mentre la sua particolare sensibilità gli guadagnava il favore delle donne. Machado de Assis evitava i regionalismi e guardava ai modelli letterari europei. Nei suoi versi si riscontra l’influenza dei modelli parnassiani francesi (Parigi e l’élite culturale francese erano in genere fatti oggetto di ammirazione da parte dei letterati brasiliani). Dall’altra parte, invece, scrittori moderni inglesi come John Barth e Susan Sontag hanno riconosciuto il proprio debito letterario con Machado. In Genius (2002), Harold Bloom disse che Machado è ”una sorta di miracolo, un’ulteriore dimostrazione dell’autonomia del genio letterario rispetto al tempo e al luogo, alla politica e alla religione.”