Nuno Júdice, La materia della poesia

Schermata 2015-03-03 a 11.57.21COLLANA BEIJA-FLOR – Poesia portoghese contemporanea
NUNO JÚDICE, La materia della poesia
Introduzione e traduzione di Chiara De Luca
978-88-99274-09-2
pp. 264, € 12

“Di fatto, quando scrivo e cerco le parole che comporranno la poesia”, spiega Júdice in La notte della poesia, “ciò che realizzo è una sorta di traduzione di un testo astratto, immemore, di cui conosco il senso generale, e che devo trasporre in un’altra lingua, la mia”. Il processo di scrittura passa dunque attraverso una duplice traduzione: il poeta legge il testo astratto presente nella propria mente, per poi trasporlo in musica traducendo la partitura del reale. Questo contribuisce a spiegare l’eterogeneità di forma, di stile e di toni che la sua poesia di volta in volta presenta: ora il poeta pare muoversi sul piano di una realtà onirica e sospesa, popolata di ombre evanescenti, che solo in parte si rivelano; ora pare scrivere in una sorta di transe che fa riaffiorare suggestioni dagli strati più riposti della coscienza; ora effettua una trascrizione lucida e oggettiva del reale, enumerando oggetti che si sottraggono a ogni possibile classificazione; ora si lascia trasportare da una forma di scrittura automatica che molto deve al Surrealismo; ora fa uso di un’ironia che – a suo stesso dire – qualcosa deve a Drummond de Andrade, Cesariny, O’Neill – in un tono di allegro mozartiano, che stempera anche le riflessioni più drammatiche sull’essenza della natura umana e sulle debolezze che la contraddistinguono.

dalla prefazione di Chiara De Luca

 

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Breve milagre

 

Da última vez, o céu deu uma volta

sobre si próprio (o próprio sol era

um girassol).

A terra estava por cima das nuvens. Dei

um salto no arco da lua e caí na estrada

de Santiago, que os anjos alcatroavam

de branco.

Deus estava sentado na mesa

da esplanada, à espera que lhe trouxessem

o café. Sentei-me com ele e perguntei-lhe

se era verdade que existia.

«Quando morrer, quero ir para

Terra», disse-me. «Quero respirar

o ar fresco da manhã, no sítio em que

as dunas acabam, e o mar se estende

até onde eu quiser.»

O criado chegou com o café. «Tem de

pagar», disse-lhe. E Deus esperou que

eu pusesse o dinheiro na mesa. «Esqueci-me

da carteira», segredou-me. «Faz isto

todos os dias», murmurou-me o criado, sem que

ele ouvisse.

Deixei-o, sem me despedir. E

quando voltei ao céu vi

que os anjos me deixavam entrar, sem

cobrar portagem, na via láctea.

 

 

 

Breve miracolo

 

Dall’ultima volta, il cielo aveva fatto

un giro su se stesso (il sole stesso era

un girasole).

La terra stava sopra le nuvole. Feci

un salto nell’arco della luna e caddi sulla strada

di Santiago, che gli angeli incatramavano

di bianco.

Dio era seduto a un tavolino del bar

all’aperto, in attesa che gli portassero

il caffè. Mi sedetti con lui e gli chiesi

se fosse vero che esisteva.

«Quando morirò, voglio andarmene

in giro per la Terra», mi disse. «Voglio respirare

l’aria fresca del mattino, nel punto in cui

finiscono le dune, e il mare si estende

fin dove lo desidero.»

Il cameriere arrivò col caffè. «Deve

pagare», gli disse. E Dio sperò che

mettessi io il denaro sulla tavola. «Ho scordato

il portafogli», mi bisbigliò. «Fa così

tutti i giorni», mi sussurrò il cameriere, senza che

Dio sentisse.

Lo lasciai lì, senza congedarmi. E

quando tornai al cielo vidi

che gli angeli mi lasciavano entrare, senza

riscuotere il pedaggio, nella via lattea.

 

(un’anteprima di La materia della poesia è stata pubblicata su “Poesia” di marzo 2015)

 

 

Nuno JúdiceNuno Júdice è nato a Mexilhoeira Grande, Algarve. Oltre ad essere uno dei maggiori poeti contemporanei di lingua portoghese, è saggista, narratore, traduttore e critico letterario. Attualmente è professore di Letteratura all’Universidade Nova di Lisbona, dove vive. Tra il 1969 e il 1974, ha fatto parte della redazione della popolare rivista “Time and Mode”. Nel 1997, è stato consulente culturale dell’ambasciata del Portogallo e direttore dell’Istituto Camões di Parigi. Sue poesie sono state tradotte in spagnolo, italiano, inglese e francese. Lavora per il teatro e ha tradotto autori come Molière, Shakespeare ed Emily Dickinson. Si occupa della sezione cultura della Fondazione José Saramago, creata nel 2008. È stato nominato Grande-Oficial da Ordem de Sant’Iago da Espada in Portogallo e Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres in Francia. Júdice ha ricevuto vari riconoscimenti letterari e gli sono stati assegnati numerosi premi, tra cui il prestigioso Reina Sofía per la poesia iberoamericana 2013, il più importante della penisola iberica. Tra le sue opere più recenti ricordiamo: Poesia Reunida (1967-2000) (2000), Pedro, Lembrando Inês (2001), Cartografia de Emoções (2001), O Estado dos Campos (2003), Geometria Variável (2005), As Coisas Mais Simples (2006), O Breve Sentimento do Eterno (2008), A Matéria do Poema (2008), Guia de Conceitos Básicos (2010), Fórmulas de uma luz inexplicável (2012), Navegação de Acaso (2013).