Laura Fusco, La pesatrice di perle

 

La_pesatrice_di_perle_coverCollana Chiara – Poesia italiana contemporanea
Laura Fusco, La pesatrice di perle
Prefazione di Itala Vivan
Con una nota critica di Maurizio Cucchi
Isbn 978-88-99274-10-8
pp.98, € 12

Laura Fusco riesce ancora a stupire per la vivacità inquieta e impaziente della sua poesia. I suoi versi si dilatano o d’improvviso si contraggono per dare un ritmo speciale al racconto e accogliere una quantità impressionante di situazioni, dettagli, movimenti, personaggi.

Dalla nota di Maurizio Cucchi

 

La costruzione della raccolta poggia su un’architettura eminentemente teatrale, come è consuetudine nella poesia di Laura Fusco: ma qui si arricchisce di una gamma di referenti visivi sapientemente orchestrati. […] La musica, già anima di precedenti raccolte di Laura Fusco, non ha abbandonato la scena, ma si ritrae dalla ribalta per rimanere nello sfondo e magari fare irruzione in qualche breve momento chiave del racconto poetico, segnando o commentando un tema. La stessa musica, però, mantiene una funzione ritmica insostituibile nel farsi del nitido verso, e così collabora all’organizzazione poetica complessiva delle immagini, giovandosi pure di giochi sonori, allitterazioni e ripetizioni, echi con varianti che interrompono e sorprendono.

 

Dalla prefazione di Itala Vivan

 

 

 

La modella Lizzie

 

La modella Lizzie,

morta per overdose d’oppio,

posò immersa in una vasca

riscaldata da lampade a petrolio

il suo corpo trasparente come l’acqua in cui galleggia

coperto di fiori.

 

 

 

All’ombra blu del parasole

 

All’ombra blu del parasole,

il pittore e la modella,

le tre donne alla fontana,

le danzatrici a lume di candela,

l’indovina,

la bagnante bionda e Lise

si danno appuntamento

per farsi leggere la mano.

In un bagno turco di Londra,

come in un noir alla Malik o alla Cassavetes,

l’adolescente che ha attraversato la città di notte,

il turista americano derubato durante un finto servizio

fotografico e la giovane cameriera di fast food

si incrociano,

lei ha la luna storta e piange

al suono di un carillon,

poi prende un taxi

per tornare a casa

da una notte troppo lunga,

la dj mette sul piatto il vecchio vinile di un giugno,

lui esce sotto la luna piena,

alla ricerca della ex,

musicista,

e la ragazza croata con l’iguana

racconta che si sposerà,

a Vineta, sotto la neve,

le ha detto l’indovina,

guardando i fondi di caffé.

 

 

 

 

Rew

 

E un giorno a sorpresa

tutto ricomincia,

con una sopraelevata,

vegetazione fino all’orizzonte, oggetti

appartenenti a persone morte in cui sono impressi desideri,

un anello con una pietra blu,

la torre rilucente di un castello,

una fanciulla dai capelli azzurri e un sottofondo perenne d’acqua,

Mozart.

Sono passati quattro secoli.

“Un vagone sfreccia,

trasporta i morti nel mondo dell’oblio.

Animali affollano le porte del cimitero”.

La ragazza dai capelli azzurri

dice :

The most I could do was to sit

Watch the river go by

Trying to remember the name of your red flowers,

come se cercasse in quella lingua sconosciuta un segno,

poi i suoi occhi si aprono e rimangono abbacinati,

cerca di richiuderli,

annullare il mondo che vede.

Posa le mani sul davanzale,

al di là del vetro

spazio incolore,

gli avvenimenti si ripetono,

l’istante in cui il cielo è passato dalle tenebre al mattino:

gente porta a spasso cani di grossa taglia,

voci di persone si chiamano,

fanno colazione,

la luna galleggia,

poi si posa sulle ali di un elicottero pronta a fare il giro.

E tornare alla partenza.