Michael Schmidt su “Atelier”

Schermata 2015-06-05 alle 11.52.39

 

Sott’acqua

Sott’acqua, ecco la cattedrale del mare.
Immersione, bolle si levano come preghiere,
scoppiando nella nostra atmosfera naturale.
Occupa, da questa prospettiva,
la posizione di un cielo.

Il soffitto è argenteo, l’aria
profonda verde trasparenza.
I fedeli pregano quieti, ondulando le pinne.
Della loro preghiera puoi vedere il colore
lungo la gola: scarlatto, alcuni, e alcuni

vermiglio finemente squamato; altri passano a labbra
strette con code a mustacchio e ventri allungati,
sebbene visti di lato siano sottili come wafer
o ne spuntino i barbi soltanto. Più a fondo,
pavidi ragni di mare chiudono la porta, timidi pesci

svaniscono nelle loro dimore,
un’anguilla v’insinua la coda serpentina.
L’abisso è selvaggio, con mostri che incontri
più spesso nei sogni. Qui un enorme polpo
trascina  tentacoli. Li incontriamo.

Siamo affamati dell’aria in superficie;
spari l’arpione nel cuore immaginario,
liberando una nube di tempesta d’inchiostro.
L’animale si aggrappa alla pietra con grande lentezza,
si spinge sotto una sporgenza e ammucchia pietre sciolte

 

come se nascondersi bastasse.
Il tuo secondo colpo spetta a lui.
Veniamo poi alla luce del sole,
con la nostra cena a otto portate e niente più fame,
inseguiti dai nembi neri di morte che abbiamo creato.

 

continua