Søren Ulrik Thomsen, Specchio scosso

Schermata 2015-08-19 alle 19.15.40COLLANA ALFABET – Poesia nordica contemporanea
Søren Ulrik Thomsen, Specchio scosso
Traduzione e postfazione di Bruno Berni
ISBN: 978-88-99274-19-1

pp. 112, € 12

Søren Ulrik Thomsen nasce a Kalundborg, in Danimarca, nel 1956. Inizia a scrivere abbastanza presto, e quasi subito si dedica completamente alla poesia. Ciononostante è autore di un numero molto limitato di opere – dal suo esordio nel 1981 ha pubblicato solo sette raccolte di liriche e due volumi di poetica oltre, negli ultimi anni, ad alcune raccolte di saggi –, alle quali tuttavia si riconosce una qualità molto alta, sufficiente a identificarlo come una figura chiave nella lirica danese degli ultimi decenni. Al punto che il regista Jørgen Leth gli ha dedicato nel 1999 un bel film documentario, Jeg er levende: Søren Ulrik Thomsen, digter (Sono vivo: Søren Ulrik Thomsen, poeta), con le musiche di Krzysztof Komeda. Thomsen appartiene alla generazione che per prima ha reagito al “socialrealismo” e al modernismo degli anni Settanta, la generazione che si pone come momento di passaggio fra i grandi autori come Henrik Nordbrandt e Inger Christensen, figure autonome che esordirono negli anni Sessanta, e i giovani poeti degli anni Novanta come Morten Søndergaard e Niels Lyngsø, che rappresentano l’anello di congiunzione fra tradizione e nuovo millennio.

La ricerca della massima tensione tra materia e forma, la stringatezza lirica affiancata all’intensità delle immagini e al ritmo (aspetto che fa di lui senza dubbio un artista della parola scritta, ma anche uno splendido lettore di poesia), che rappresentano il nucleo della sua scrittura, possono spiegare la relativa scarsità della produzione. Ciò non gli impedisce tuttavia di portare avanti con estrema coerenza una continua ricerca in territori sempre nuovi, sperimentando la lingua come materiale per affrontare realtà costantemente diverse con strumenti sempre diversi, pur conservando come caratteristica la musicalità dell’espressione poetica, il ritmo delle immagini concrete. Dopo City Slang, del 1981, la cui ambientazione era il mondo anonimo, triste, depresso e buio della metropoli, e il tema centrale il rapporto fra il corpo e la città, e dopo Ukendt under den samme måne [Sconosciuto sotto la stessa luna], in cui è visibile il tentativo di annullare questa spaccatura fra l’io e il mondo, Thomsen sente il bisogno di raccogliere le proprie riflessioni sulla creazione poetica, di sintetizzare le esperienze che le due intense raccolte avevano generato. Il risultato è il volume Mit lys brænder. Omrids af en ny poetik [La mia candela arde. Contorni di una nuova poetica], pubblicato già nel 1985, da cui emerge come l’incessante lavoro sulla forma della sua poesia sia affiancato da una profonda osservazione sugli strumenti che la rendono possibile.

Hvert år på den dato

der tilfældigvis blev din fødselsdag

tager vi toget til Århus

for at besøge din grav

som nu engang er det sted her i verden

hvor du ikke er.

På turen op gennem byen køber vi blomster

og taler som på enhver anden dag

indtil vi står foran stenen.

Og på vej tilbage regner det altid.

Eftersom intet af dette giver mening

og alligevel finder sted

må det være af største betydning.

 

Ogni anno in quella data

che per caso divenne il tuo compleanno

prendiamo il treno per Århus

per far visita alla tua tomba

che di tutto il mondo è proprio il posto

dove non sei.

Risalendo attraverso la città compriamo fiori

e parliamo come in qualsiasi altro giorno

finché non siamo davanti alla lapide.

E al ritorno piove sempre.

Poiché nulla di questo ha un senso

eppure accade

dev’essere della massima importanza.

Altre poesie di Søren Ulrik Thomsen, Specchio scosso sono state pubblicate in anteprima

sul sito di Parco Poesia