Stefano Iori, Sottopelle

Stefano_ioriCOLLANA CHIARA
Poesia italiana contemporanea
STEFANO IORI, Sottopelle
Prefazione di Gio Ferri
Postfazione di Enrico Ratti
Con una nota di Chiara De Luca
ISBN 978-88-96263-78-5
pp. 84, € 12,00

Un viaggio sorpreso tra i meandri della mente, e la presenza/assenza dei corpi. Delle figure di un mito vissuto in una realtà tanto vitale quanto virtuale: gli incredibili, non credibili incantamenti televisivi o cinematografici che, storie del e nel nulla, oltre la superficialità apparente delle ombre, inseriscono il germe della metamorfosi nella coscienza. E dell’autocoscienza, come avviene per speculare istanza in “Riflesso sfocato”.

Dalla prefazione di Gio Ferri

 

Sottopelle, appena al di sotto della superficie d’ogni giorno, del visibile a occhio nudo, dell’(apparentemente) noto: è lì che vuole spingersi il poeta, scavando via con pazienza, a mani nude, la patina di superficie delle cose, per mostrarne il volto vero a chi passando in fretta o disattento non ne scorga che il rivestimento. Per questo la parola di Iori si sveste del superfluo, di ogni inutilità e ornamento, per riscoprirsi materia grezza, in grado di riplasmare il reale, il dato a tutti accessibile, il tangibile.

Dalla nota di Chiara De Luca

 

Qual è dunque l’oggetto della poesia di Iori? Senza illustrazione e senza rappresentazione, senza significazione e senza finalità, la sua comunicazione poetica è comunicazione diplomatica. Una comunicazione che si annuncia attraverso la lingua altra. E la lingua altra, ossia l’alingua dell’artificio, la lingua dell’arte del fare, è la lingua particolare con cui l’oggetto della poesia dell’autore si scrive, si qualifica e si narra. Si scrive, si qualifica e si narra fino a diventare dispositivo d’impresa. Dispositivo di comunicazione. Dispositivo di valore. Fino a diventare enigma e rebus lungo la via che la sofistica ha tracciato.

Dalla postfazione di Enrico Ratti