Emilio Capaccio, Voce del paesaggio

voce del paesaggioCOLLANA CHIARA – Poesia italiana contemporanea
EMILIO CAPACCIO
Voce del paesaggio
Prefazione di Massimo Sannelli
ISBN: 978-88-99274-24-5
pp. 200, 12

Non il dialogo alla pari con Dio, ma la confidenza del monologo. Tante dediche ritmiche a Dio. Perché qui, in principio c’è Dio, per quantità e per qualità, tra prosa, poesia e note: un Dio medico e paziente, ospedalizzato e ospitale, farmacista e medico, nello stesso tempo, molto immanente e intenso. Con questo Dio ci si può prendere anche un po’ di intimità. Per esempio, si potrebbe chiamarlo Mario. Sì, Mario.
Da Dio in poi, Capaccio riempie il libro di Oggetti assoluti come nelle favole: la Morte maiuscola e la morte minuscola, il Tempo, la Fortuna, l’Uomo e l’Amore. E poi le figure lievi come il “piccolo cervo con zampe di spillo” e il coniglio parlante che se ne frega delle tre verità, ma anche Topolino e Bugs Bunny. Una Wunderkammer ci sta bene, con sfera armillare, tellurium, torquetum e anforischi. E non manca una pazzesca Notte prima della Creazione.
A certi lettori ideali, quelli che sono un po’ attori, piace la metafisica, basta che sia saltellante e nervosa, con linee curve e divagazioni coraggiose. Bisogna avere il coraggio di un po’ di barocco. Una gnosi convulsa piace, se è sincera: quando il poeta è ancora un po’ mago, nel senso buono e antico. Mario vede e provvede.

Massimo Sannelli

 

Il mare

Del mare non conosco la faccia adamantina delle prore che canticchiano con un rollio incerto monosillabi alla fortuna.

Non conosco il baglio natio di levante al principio dell’aurora, né i nomi delle fredde costellazioni che pregano i naviganti.

Non conosco i volti accigliati degli alberi che sorreggono enormi velature e si calano a picco a dirimere i marosi.

Non conosco l’urlio delle raffiche di vento; la forza delle sartie che guerreggiano contro i turbini delle burrasche e stringono in petto il cuore a cento piccoli marinai.

Di te io conosco il mare.

 

Feste d’estate

Le feste d’estate sono fucilate improvvise di malinconia, sparate a salve alla girandola del tiro a bersaglio.

I peluche sdentati sulle mensole, con occhi senza palpebre, fanno spallucce a corpulenti cecchini in bermuda gialli e mira incerta, e una palla di pezza lanciata ai barattoli della frustrazione scatarra tutta l’assordante nostalgia di un istante sospeso alla colata delle stelle.

Il venditore di torrone ha orecchie lunghe d’asino, mentre mastica un sorriso di sambuca e pasta frolla di pistacchi.

C’è una violenta felicità sul palco dei domatori di delusioni e le ballerine del liscio allargano le cosce ai peni cigliati dei sicomori che invano hanno implorato il generatore di spegnere le luminarie.

Una coppia di anziani, sottobraccio, fa la ronda alle roulotte in doppia fila, piene zeppe di salacche essiccate di ricordi.

Come cani stralunati, a due a due, s’aggirano rudi bevitori di birra.

Al palo della cuccagna quest’anno hanno appeso il reggicalze della parrucchiera.

Il biglietto dell’estrazione ricorda che la fortuna arriva a pagamento, sempre spettinata, con due bicchieri di vermouth in mano, dopo l’ultima cannonata di mezzanotte.

 

Bollettino meteorologico

Piove sugli stambugi neri della mia città.

I tetti delle case che comprammo

frettolosamente prima di sposarci

non sono più tetti, ma lastre marmoree

schiacciate dal peso delle piogge.

Ci morde la paura adesso!

Paura di non avere più niente da fare il lunedì.

Paura che i nostri padri

svegliandosi da un sonno compulso

e voltando le schiene imputridite

ci dicano: «Falliti!»

Qualcuno assai pratico

si è buttato dall’albero dell’assoluzione

lasciando quattro righe di perdono

due figli malmostosi!

Un foglio inzuppato d’improrogabilità

su una saracinesca mezza calata

informa: “Torno subito!”

 

emiliocapaccio2Emilio Capaccio è nato a Salerno il 16 maggio del 1976. Si è laureato in Economia e Commercio all’Università degli Studi del Sannio nella città di Benevento. Vive a Milano, dove lavora nel settore della sanità pubblica. Alcune poesie sono state inserite in varie antologie pubblicate dalle case editrici: Pagine e Aletti Editore. Finalista ai concorsi: «I poeti dell’Adda 2012», «Il Federiciano 2013» e «Viaggio di Versi III Edizione», a cura della rivista «Poeti e Poesie». Si è classificato al 2° posto nel concorso letterario nazionale «Il Giardino di Babuk – Proust en Italie 2015», promosso dall’associazione culturale Larecherche.it. Ha pubblicato in formato e-book: Malinconico Oscuro, traduzioni di poeti sudamericani inediti, con prefazione di Giorgio Mancinelli. Attualmente cura la rubrica “Il Poeta del Lunedì” sul sito della rivista internazionale di poesia “Iris News” diretta da Chiara De Luca.