Nuno Júdice, “Formule di una luce inesplicabile”

COLLANA BEIJA-FLOR – Poesia portoghese contemporanea
NUNO JÚDICE, Formule di una luce inesplicabile
Traduzione di CHIARA DE LUCA
Prefazione di MASSIMO SANNELLI
pp. 224, € 12


“La mia concezione di realismo in poesia / non mi obbliga a parlare di realtà quando / scrivo poesia”. Proprio così. Per Nuno Júdice qualsiasi argomento è poetico, ma qui non c’è la foga nervosa e onnivora di chi vuole dimostrarsi realistico, per arginare il senso di colpa di scrivere in versi. In Italia è normale questo senso di colpa – o la nevrosi di apparire realistici – per opporsi a qualcuno che non sembra realistico. Il fatto è che se uno si mostra realistico è già fuori dalla realtà: cioè pratica solo una disciplina nevrotica, per non dare pace a nessuno.
La dignità chiede la mano ferma e il piacere di essere poeta. La fecondità è normalissima ed elegante, da professore internazionale e da conoscitore degli stili: l’allegoria e la prosopopea non sono un problema, e se servono si usano e basta, perché il risultato deve essere la consolazione di chi legge. Ma non basta più ostentare il realismo, come testimonia L’equivoco delle strade, che è la perfetta dichiarazione – e quindi azione – di poetica. Bisogna che il testo dia piacere, e il primo piacere è sensuale, per forza di cose.
Il lettore perfetto è come l’autore: sente i suoni in forma di cose e le cose in forma di suoni, in nome dell’alchìmia privata e di una specie di mistica. È uno stile vitale, oltre la retorica. Le caratteristiche di questo stile sono classiche: l’understatement e la cultura, il viaggio e l’orecchio, i sensi tesi nel corpo e la mente che collega i fatti.

Massimo Sannelli

Dedicatória

Para ti, de corpo aberto como a taça do
horizonte, onde se derrama o vinho fresco
da madrugada, é o poema que os deuses
esqueceram numa antiga encruzilhada. Leio-te
com a voz do vento cada uma das suas
palavras; e elas soltam-se do verso, como insectos
luminosos, roubando aos teus olhos um
cenário de clareiras e colinas.

No chão, onde a toalha do amor se estende,
nasceram as flores inextinguíveis da manhã. Conto
as suas pétalas num exercício de lenta
matemática, dando cor a cada número; e
os teus dedos tingem-se do seu fulgor,
roubando à terra os verdes que a primavera
declina, e ao céu os tons de azul com que
o verão encheu a tua sombra.

Sacrifico ao rigor da imagem o perfil
que a transparência sonha; e saboreio a água
fresca do ribeiro que corre nos teus lábios,
quando me falas, e todas as aves se juntam
no teu colo de nuvem. Despes, devagar, a túnica
da tarde; e um resto de melancolia envolve
o gesto que amadurece o desejo,
como um fruto, quando os corpos caem.

Tu, cujas mãos se libertam do espelho,
desenhando a linha que o sonho atravessa.

Dedica

Per te, dal corpo aperto come la tazza
dell’orizzonte, dove si versa il vino fresco
del mattino, è la poesia che gli dei
si sono scordati in un antico crocevia. Ti leggo
con la voce del vento ciascuna delle sue
parole; e si staccano dal verso, come insetti
luminosi, rubandoti agli occhi uno
scenario di radure e colline.

Al suolo, dove il mantile dell’amore si estende,
erano nati i fiori inestinguibili del mattino. Ne conto
i petali in un esercizio di lenta
matematica, dando colore a ciascun numero; e
le tue dita si tingono del loro fulgore,
rubando alla terra i verdi che la primavera
declina, e al cielo i toni dell’azzurro con cui
l’estate colmò la tua ombra.

Sacrifico al rigore dell’immagine il profilo
che la trasparenza sogna; e assaporo l’acqua
fresca del ruscello che ti scorre sulle labbra,
quando mi parli, e tutti gli uccelli si radunano
nel tuo abbraccio di nubi. Tu togli, lentamente, la tunica
del pomeriggio; e un residuo di malinconia avvolge
il gesto che matura il desiderio,
come un frutto, quando i corpi cadono.

Tu, le cui mani si liberano dallo specchio,
disegnando la linea che il sogno attraversa.

Nuno Júdice (1949) è nato a Mexilhoeira Grande, Algarve. Oltre ad essere uno dei maggiori poeti contemporanei di lingua portoghese, è saggista, narratore, traduttore e critico letterario. Attualmente è professore di Letteratura all’Universidade Nova di Lisbona, dove vive. Tra il 1969 e il 1974,ha fatto parte della redazione della popolare rivista “Time and Mode”. Nel 1997 è stato consulente culturale dell’ambasciata del Portogallo e direttore dell’Istituto Camões di Parigi. Sue poesie sono state tradotte in spagnolo, italiano, inglese e francese. Lavora per il teatro e ha tradotto autori come Molière, Shakespeare ed Emily Dickinson. Si occupa della sezione cultura della Fondazione José Saramago, creata nel 2008. È stato nominato Grande-Oficial da Ordem de Sant’Iago da Espada in Portogallo e Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres in Francia. Júdice ha ricevuto vari riconoscimenti letterari e gli sono stati assegnati numerosi premi, tra cui il Reina Sofía per la poesia iberoamericana 2013, il più importante della penisola iberica. Tra le sue opere più recenti ricordiamo: Poesia Reunida (1967-2000) (2000), Pedro, Lembrando Inês (2001), Cartografia de Emoções (2001), O Estado dos Campos (2003), Geometria Variável (2005), As Coisas Mais Simples (2006), O Breve Sentimento do Eterno (2008), A Matéria do Poema (2008), Guia de Conceitos Básicos (2010), Fórmulas de uma luz inexplicável (2012), Navegação de Acaso (2013).