Cerimonia conclusiva del Premio Camaiore

Sabato 16 settembre avrà luogo la cerimonia conclusiva del Premio Letterario Camaiore, che assegnerà il premio internazionale a Nuno Júdice con Formule di una luce inesplicabile. Traduzione di Chiara De Luca, prefazione di Massimo Sannelli

Di Nuno Júdice Kolibris ha pubblicato l’antologia A te, che chiamo amore e le raccolte poetiche La materia della poesia, Formule di una luce inesplicabile tutte nella traduzione di Chiara De Luca, che ha realizzato per “Poesia” (Anno XXVI, nr. 302, marzo 2015) il servizio La materia della poesia, incluso anche nell’antologia di saggi e scritti critici A margine dei versi, di Chiara De Luca, oggi disponibile in e-book nel sito dell’autrice (qui).

Per Edizioni Kolibris Nuno Júdice ha curato anche l’antologia Per le parole che si ostinano a restare (Testi di Ana Luísa Amaral, Golgona Anghel, João Luís Barreto Guimarães, António Carlos Cortez, Luís Filipe de Castro Mendes, Maria do Rosário Pedreira, Luís Quintais, Jorge Reis-Sá, Margarida Vale de Gato. Traduzione di Chiara De Luca).

A divisão do mundo

 

Faço uma linha a meio do corpo, como num
tratado de tordesilhas, para dividir o que me
pertence e o que apenas pertence ao espelho
que te reflecte, quando passas a meio do quarto,
e de um lado és presente e material aos
meus olhos, e do outro lado és só imagem,
como se estivesses a entrar numa espécie de
realidade em que não existe hoje nem ontem,
mas apenas a beleza que dura para além do
tempo e das circunstâncias em que te vejo.
É um tratado que faço entre mim e mim para
te dividir, e saber que este corpo que hoje
possuo logo deixará de me pertencer quando
o deitar no poema, como alguma vénus de
rubens ou banhista de renoir, envoltas
em véus ou em arbustos, à luz das velas ou
do sol. E sinto o que tenho quando te perco,
e o teu corpo se imprime para lá dessa linha
abstracta que te separa de ti própria, quando
em ti se juntam a realidade e o seu reflexo.
Mas se tiro da tua frente esse espelho, é
dentro de mim que tu te reflectes, e sou eu
o espelho em que entras para deixares de
fazer parte de mim, e seres quem aqui vive,
e para sempre respira neste último verso.

La divisione del mondo

 

Traccio una linea in mezzo al corpo, come in un
trattato di tordesillas, per dividere ciò che mi
appartiene e ciò che appartiene solo allo specchio
che ti riflette, quando passi al centro della stanza,
e da un lato sei presente e materiale ai
miei occhi, e dall’altro lato è solo un’immagine,
come se stessi per entrare in una specie di
realtà in cui non esiste oggi né ieri,
ma solo la bellezza che dura oltre
il tempo e le circostanze in cui ti vedo.
È un trattato che faccio tra me e me per
dividerti, e sapere che questo corpo che oggi
possiedo poi cesserà di appartenermi quando
lo stenderò nella poesia, come una venere di
rubens o bagnante di renoir, avvolte
in veli o arbusti, alla luce delle candele o
del sole. E sento quel che ho quando ti perdo,
e il tuo corpo s’imprime oltre quella linea
astratta che ti separa da te stessa, quando
in te si uniscono la realtà e il suo riflesso.
Ma se ti tolgo di fronte questo specchio è
dentro di me che ti rifletti e sono io
lo specchio in cui entri per smettere
di far parte di me, ed essere quella che qui vive,
e per sempre respira in quest’ultimo verso.

Nuno Júdice (1949) è nato a Mexilhoeira Grande, Algarve. Oltre ad essere uno dei maggiori poeti contemporanei di lingua portoghese, è saggista, narratore, traduttore e critico letterario. Attualmente è professore di Letteratura all’Universidade Nova di Lisbona, dove vive. Tra il 1969 e il 1974,ha fatto parte della redazione della popolare rivista “Time and Mode”. Nel 1997 è stato consulente culturale dell’ambasciata del Portogallo e direttore dell’Istituto Camões di Parigi. Sue poesie sono state tradotte in spagnolo, italiano, inglese e francese. Lavora per il teatro e ha tradotto autori come Molière, Shakespeare ed Emily Dickinson. Si occupa della sezione cultura della Fondazione José Saramago, creata nel 2008. È stato nominato Grande-Oficial da Ordem de Sant’Iago da Espada in Portogallo e Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres in Francia. Júdice ha ricevuto vari riconoscimenti letterari e gli sono stati assegnati numerosi premi, tra cui il Reina Sofía per la poesia iberoamericana 2013, il più importante della penisola iberica. Tra le sue opere più recenti ricordiamo: Poesia Reunida (1967-2000) (2000), Pedro, Lembrando Inês (2001), Cartografia de Emoções (2001), O Estado dos Campos (2003), Geometria Variável (2005), As Coisas Mais Simples (2006), O Breve Sentimento do Eterno (2008), A Matéria do Poema (2008), Guia de Conceitos Básicos (2010), Fórmulas de uma luz inexplicável (2012), Navegação de Acaso (2013).