Paul Henry, Ragazzo di corsa

COLLANA GOLDFINCH – Poesia gallese contemporanea
PAUL HENRY, Ragazzo di corsa
Traduzione di Chiara De Luca
Prefazione di Massimo Sannelli
pp. 156, € 12

Compito per le vacanze mentali, cioè per l’otium di cui la lettura ha bisogno: guardare il volto di Paul Henry. Google aiuta, e per aiutare Google è meglio aggiungere poet al nome e al cognome. Dopo aver trovato il volto di Henry, bisogna osservarlo. Che cosa dice questo volto, sullo schermo? Il lettore deciderà da solo, nel pieno del suo otium da lettura. La mia idea è che questo volto esce dai film più teatrali di Tarantino: Reservoir Dogs, Kill Bill, The Hateful Eight.

Ho peccato di fisiognomica? Sì, volutamente. Sarò dannato nel girone di Lombroso? Mettiamoci d’accordo: prima volete che la poesia sia il regno della fantasia, dell’associazione di idee e della libertà di espressione; poi la fisiognomica fa paura, come ogni materialismo irrazionale. Allora avete paura della poesia, o non siete molto romantici. E invece: corpo e voce, per sempre; e quella voce sul quel corpo, e quello stile su quel corpo e su quella voce.

Paul Henry è uno che non ha paura di parlare di canto, amore e sogno. In lui tutto quello che può essere retorico è garantito da un viso e da una cultura, nazionale e regionale. E quindi? Quindi chi legge un libro legge un uomo. Per forza. E chi è sicuro di sé – in poesia significa avere una certa abilità tecnica e un buon materialismo irrazionale – può aggiungersi un’altra identità. Per questo c’è una sezione tra narrativa e prosopopea, dove parla Davy Blackrock e se ne parla.

Intensità, cultura, prosopopea, e tutto questo nelle dosi pesanti che vogliamo nei nostri otia. Per tutto quello che la prosopopea implica in letteratura ci affideremo ancora alla fantasia e alla fisiognomica. E come viatico, per chi vuole, ci sarà sempre Autobiography as De-facement di Paul De Man Paul De Man, sagittario: si trova con Google, dove avete trovato anche il volto di Henry.

Massimo Sannelli

Boy Running

for Ioan

 

The canal tilts him back and fore
like a boat in a toy pen
or the bubble in a spirit-level
that never quite finds its middle.

There are worse ways to grow tall
under the rustling sun and rain
between bridges 14 and 21

to outlive an owl, a drake, a hawk
where no two leaves blow the same way
and pumpkin lanterns moor for the night.

Run, boy running, run
past the sighing old man
and his blind Labrador,
the foal in her wire necklace.

Run, between east and west,
spring and autumn, dawn and dusk.
Is it your breath now or mine
deep inside your chest?

There are worse ways to never settle
in full flight, to be loved.
Run, my shadow, run.
Run but always stay in sight.

An owl cries, deep inside the trees.
The canal’s glass is full of moonlight.

Ragazzo di corsa

per Ioan

 

Il canale lo inclina avanti e indietro
come una barca dentro una strapenna
o la bolla nella livella
che mai trova il suo centro.

Ci sono modi peggiori di crescere
sotto il sole frusciante e la pioggia
tra il ponte 14 e il 21

sopravvivere a un gufo, a un drago, a un falco,
dove non ci sono due foglie che soffiano uguale
e lanterne di zucca attraccano per la notte.

Corri, ragazzo di corsa, corri
oltre il vecchio che sospira
e il suo labrador cieco,
la puledra nella sua collana di filo.

Corri, tra est e ovest,
primavera e autunno, alba e crepuscolo.
È il tuo fiato ora, o è il mio
in fondo al tuo petto?

Ci sono modi peggiori di non stabilirsi
in pieno volo, di essere amati.
Corri, mia ombra, corri.
Corri ma resta sempre in vista.

Un gufo grida, nel folto degli alberi.
Lo specchio del canale e pieno di luna.