Federica Galetto, Ode from a Nightingale/Ode da un usignolo

Collana Lady-Bird – Poesia italiana in traduzione
Federica Galetto, Ode from a Nightingale/Ode da un usignolo
Traduzione e introduzione di Chiara De Luca
Con una nota di Leticia Austria
pp. 120, € 12
ISBN: 978-88-99274-58-0

If the soul had marrow, Federica Galetto’s words would sear through the outer layers to seek it out and expose it in all its raw truth. She has the ability to disturb and reassure at the same time, to make us examine the minute details in us and around us with the deepest powers of our senses. If you find yourself doing “double takes” while reading her work, it is because you know there are facets that were hidden at first glance, making the experience not easy, perhaps, but engaging and ultimately rewarding. Read her in solitude and silence, and hear the voice of a complex and profoundly vulnerable spirit.

Leticia Austria

 

When you become alone you perfectly fit in your eyes, you are in the body of all animals, waiting to welcome any fragile light and ever-changing smell, any secret voice and iridescent colour. Your skin is a far field of snow where a lonely wind draws its elegant arabesques, a forgotten light deeply impresses its aery steps and each gesture is multiplied by your knowledge of love like an ancient map to be read by the light of the guilt of feeling intensely, atoning for the laundry list of words you didn’t commit. The voices of the leaves and those of the birds mingle in the song that pronounces the absence of a presence too authentic to be believed.

From the Preface by Chiara De Luca

Se l’anima avesse il midollo, le parole di Federica Galetto ne solcherebbero gli strati esterni per cercarlo ed esporlo in tutta la sua cruda verità. Ha la capacità di turbare e rassicurare al contempo, d’indurci a esaminare i minimi dettagli in noi e attorno, con le più intense energie dei nostri sensi. Se ci troviamo a dover tornare sui nostri passi durante la lettura della sua opera, è perché sappiamo che ci sono sfaccettature rimaste nascoste a prima vista, rendendo l’esperienza non facile, forse, ma coinvolgente e in ultima analisi gratificante. Leggetela nella solitudine e nel silenzio, ascoltate la voce di uno spirito complesso e profondamente vulnerabile.

Leticia Austria

 

Quando si diventa soli si sta perfettamente nello sguardo, nel corpo di tutti gli animali, aperto a ogni luce fragile e odore cangiante, a ogni voce segreta e colore iridescente. La pelle è un campo di neve dove il vento traccia i suoi fini arabeschi, la luce imprime a fondo i suoi passi lievi e ogni gesto si moltiplica nella conoscenza dell’amore come una mappa antica che si legge soltanto alla luce della colpa di sentire intensamente, espiando la lunga lista di parole non commesse. Le voci delle foglie e quelle degli uccelli si mescolano nel canto che pronuncia l’assenza di una presenza troppo autentica per essere creduta.

Dalla prefazione di Chiara De Luca

Have you ever

 

Have you ever heard of my granitic soul?
A crooning crown on top, a steel–plated
lace around the neck.

Have you ever seen my watered eyes?
Two pure gems in the middle, a flooding
joy hold in a flock of seagulls flying
to the heart of this earth.

Running against a desperate quintessence,
there I find a floe, a limpid lineage
I descend from as a queen without a king.

And still drops run away, the sky dissolved
in a gloomy cloud where I sit and wait for the
day again, beautiful screen of devotion
in a mist.

Hai mai

Hai mai sentito della mia anima di granito?
Una corona che canticchia in cima, una collana
corazzata al collo.

Hai mai visto i miei occhi d’acqua?
Due pure gemme al centro, una gioia
esondante in uno stormo di gabbiani
in volo verso il cuore della terra.

In corsa contro la quintessenza affranta,
vi trovo un banco di ghiaccio, un limpido lignaggio
da cui discendo come una regina senza re.

E ancora gocce scorrono via, il cielo si è dissolto
in una nube cupa dove siedo in attesa che ritorni
il giorno, schermo splendido di devozione
in una nebbia.