“Il medico dei matti” e le bollicine nostrane

“Il medico dei matti” e le bollicine nostrane

Domani la presentazione di Lambrusco & Champagne dell’editore Corsiero

La teoria: fu il primo direttore del San Lazzaro a lanciare l’idea di un vino regionale

Cristina Fabbri

REGGIO EMILIA Lambrusco fa rima con… Reggio Emilia. Questo vino è associato da tempo alla nostra terra ma non è sempre stato così. A metterlo in luce sono Fabio Bonvicini, professore di Lettere all’Istituto agrario Zanelli, e Francesco Benozzo, insegnante di Filologia romanza all’Università di Bologna, che hanno scritto a quattro mani il libro Lambrusco & Champagne. Ovvero come a un medico dei matti venne in mente di fare del Lambrusco il vino dell’Emilia.

In particolare raccontano che a metà dell’Ottocento Antonio Galloni, illuminato direttore dell’Istituto San Lazzaro, uno dei maggiori manicomi italiani dell’epoca, avanzò alla società agraria reggiana l’originale proposta di fare del Lambrusco il vino della regione, per ottenere un prodotto adatto all’esportazione.

La sua intenzione era duplice: arginare il crescente numero di persone affette da pazzia a causa di un eccessivo consumo di vini di diverse varietà e creare una bevanda alcolica in grado di competere con i pregiati vini d’Oltralpe.

«Circa vent’anni fa – spiega Bonvicini – ho svolto una ricerca alla biblioteca dell’ex San Lazzaro sul primo medico direttore Antonio Galloni, per descrivere la sua opera e i suoi lavori scientifici. Ho scoperto, in quell’occasione, un breve discorso che tenne alla Società agraria reggiana nel 1847, in cui spiegava i motivi per cui la provincia di Reggio avrebbe dovuto ripiantumare i vitigni del territorio, proponendo il Lambrusco come vitigno d’eccellenza per la realizzazione di un vino pregiato e commerciabile. In particolare sosteneva che l’elevata incidenza della malattia mentale nella provincia reggiana era da collegarsi anche a un eccessivo consumo di vini di produzione familiare non commerciabili».

Ecco che il professor Bonvicini ha deciso di rendere pubblico quel discorso, di sviscerare aspetti più o meno noti della storia del Lambrusco e dell’ex ospedale psichiatrico reggiano. «Grazie alla collaborazione di Francesco Benozzo, all’appoggio dell’istituto Zanelli, dell’Università di Bologna, della Biblioteca Livi del San Lazzaro e della casa editrice Corsiero, il libro è ora nelle librerie».

Il volume raccoglie anche una descrizione del San Lazzaro all’epoca di Galloni (di Chiara Bombardieri, direttrice della Biblioteca Carlo Livi – ex San Lazzaro), un testo sulla terapia morale all’epoca di Galloni (di Bonvicini), un saggio di Benozzo dal titolo Piccola antropologia del Lambrusco. Il libro è in vendita in tutte le librerie e sarà presentato «suonando, bevendo e raccontando la meraviglia di un vino che si è sempre disinteressato delle stelle da guida enogastronomica e dei “mi piace” sui social», conclude Bonvicini.

Appuntamento dunque domani sera (ore 21) alla Casa delle Storie in Via Beretti 24/d a Reggio. Nell’occasione Francesco Benozzo e Fabio Bonvicini coinvolgeranno il pubblico in una divertente presentazione-concerto proposta nell’ambito del progetto Show-SaveHumanityOpenWor(l)d, a cura del TeatrO dell’Orsa. I due autori-musicisti (arpe e canto il primo; flauti, organetto, canto il secondo) presenteranno, con uno spettacolo concerto, il loro libro.

Benozzo e Bonvicini, oltre che insegnanti e scrittori, sono infatti musicisti e hanno realizzato insieme i CD Libertà l’è morta, Ponte del diavolo e Un requiem laico.

Info e prenotazioni: orsa@teatrodellorsa.com o 351/5482101.

Francesco Benozzo, da sei anni candidato al Premio Nobel per la Letteratura, è ricercatore di Filologia romanza al Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne dell’Università di Bologna. Definito da Lope Estrada l’Omero contemporaneo, Benozzo è poeta, traduttore, pensatore anarchico, nonché uno dei maggiori interpreti di arpa celtica e arpa bardica al mondo. Ha pubblicato con Edizioni Kolibris i poemi Onirico Geologico, La capanna del naufrago/The Castaway’s Shack, Poema dal limite del mondo/Poem from the Edge of the World, Felci in rivolta/Ferns in Revolt, tutti con la traduzione inglese del poeta e traduttore canadese Gray Sutherland; Stóra Dímun. Poema camminato / A Walked Poem / Gonguríma, con traduzione in inglese di Gray Sutherland e in faroese di Jóanes Nielsen. In corso di pubblicazione Máelvarstal, il poema della creazione dei mondi.

Nel 2019 Edizioni Kolibris ha pubblicato l’antologia di scritti critici AA. VV., Come una statua nella nebbia dell’epica. Sull’opera di Francesco Benozzo.

Il suo sito è: https://www.francescobenozzo.net/