Roberto De Santa, Morosini Memmo

Collana Antracite – Narrativa
Roberto De Santa, Morosini Memmo. Romanzo scortese
Prefazione di Chiara De Luca

ISBN: 978-88-99274-80-1
Pp. 164, € 15

 

Facendo a meno del foglio, perdiamo il significato insito nella scelta del supporto: il tipo di carta, la sua grammatura e consistenza, le tracce e le pieghe lasciate dal tempo, il colore giallastro dell’invecchiamento. Gli strappi, le lacrime, le macchie d’inchiostro, il cerchio lasciato dalla tazzina del caffè, la goccia di cera scivolata dalla candela a tarda notte. E perdiamo il mondo racchiuso nella forma, nell’andamento, nelle curve, nelle volute della calligrafia di ogni singola mano, il suo tremito, la sua esitazione. Per questo i manoscritti sono tanto importanti per chi voglia ricostruire una delle tante singole storie che contribuiscono a comporre il disegno della Storia. È quello che ha deciso di fare Roberto De Santa quando ha avuto accesso agli antichi documenti ereditati dalla nonna e dal prozio, grazie ai quali ha potuto ricostruire le vicende della sua famiglia e di villa Morosini Memmo, e il modo in cui le esistenze dei suoi familiari si sono intrecciate con un più ampio destino nel corso delle vicende storiche di quegli anni: lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; il culto della forza e della purezza della razza nell’ideologia fascista; l’occupazione dell’Eritrea; le lotte partigiane; la caduta del Fascismo e la lenta e tenace ricostruzione.

Dalla prefazione di Chiara De Luca

Questi echi lontanissimi, flebili e distorti mi hanno parlato e fatto compagnia; ma quanto tempo è trascorso dall’inizio di questa avventura? Quell’umido tartufo è ancora qui, appoggiato vicino al mio piede, le grandi orecchie seriche abbandonate al tocco delle mie mani, lo sguardo perso e sognante che trabocca di un infinito e assoluto amore canino.

Soltanto adesso mi accorgo che l’inizio di questo cammino alla ricerca delle voci di quello che sono è durato solo il tempo di uno sbadiglio del mio cane.

Pochi attimi, e la vertigine dell’eternità.

Roberto De Santa