Paul Henry, Il corridoio di vetro

Collana Goldfinch – Poesia gallese contemporanea
Paul Henry, Il corridoio di vetro
ISBN: 978-88-99274-56-6
pp. 134, € 12

Se in Ragazzo di corsa la musica era sempre raccontata come evento positivo, con Il corridoio di vetro si procede per sottrazione, spingendo la soglia del pianissimo verso quella dell’inudibile e del silenzio, quasi che l’essenza della lirica sia racchiusa nell’istante prima che la cantante inizi il suo song, quasi che la musica si manifesti sempre già prima del suo accadere.
L’autore vuole «orchestrare il silenzio» arricchendo la sua compagine strumentale di tutto ciò che è vivo, nell’uomo, nella città, nella natura. Nella seconda parte del libro, con il poemetto eponimo, capiamo che la vera sinfonia è fatta delle storie taciute, tra violenze e piccole epifanie quotidiane, quelle storie che si scontrano senza mai incontrarsi davvero, sostenute da un pedale di silenzio urbano. La Spoon River di Paul Henry è fatta di quelle storie, raccolte dal poeta con attenzione e rispetto, in un libro di persone vive: non più epigrafi, ma soprattutto canzoni.

Dalla prefazione di Stefano Serri

Scaffali

I vecchi libri sono gli ultimi a partire,
da nicchie ai due lati del focolare
dentro sporte spalancate,
i loro titoli, le loro vite ordinate
un carico di pesce strisciante.
Segnalibri: lettere, fotografie
dei ragazzi… scivolano libere
come carte da gioco rovesciate, come coltelli.

E come sopravvivranno,
le anime del nostro matrimonio,
in un appartamento senza scaffali,
in blocchi che ondeggiano e cadono?
Come antiche pietre disturbate dalla guerra
erano diventate le loro pareti.

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