Chiara De Luca, Credo/I Believe

Collana Lady-Bird – Poesia italiana in traduzione
Chiara De Luca, Credo/I Believe
Prefazione di Elio Grasso

ISBN: 978-88-99274-89-4
Pp. 130, € 15

I segni geografici hanno resistenza in Credo, stanno sotto il profondo del cielo e sopra i ciottoli delle civiltà antiche, s’incontrano tra l’ieri ancestrale e l’epoca fatale che viviamo, i segni aiutano nella difesa e tengono dritte le membra contro il nemico. Da creature braccate a esseri liberi, quante infanzie sono state consumate? Questo è un libro contro lo spreco umano. Vi sono versi che convergono sui passi del tempo, altri assorbono la forza dei saluti, i messaggi dei cristalli che aspettano e – pensando – creano il mondo.

Questo è un libro delle corse uniformi e della ricerca di nomi da consegnare alla materia, mentre si espande intorno e il sangue scorre contrario agli abbandoni. Chiara De Luca non lascia parlare il vuoto ma si rivolge alle possibilità che un popolo arboreo possa affidare a chi solca i verdi misteri: varie le direzioni intraprese, le poesie di Credonon superano nulla ma avvicinano il viaggio terrestre al lettore con tutti i sentori e gli scatti. Cosa abbiamo qui? Una donna attraversa i campi, conosce i segreti ma li tiene per sé mentre porta in giro nudità comprensibilmente terrestri e tralci di elegia rientranti lungo gli anni. Nessun ritorno a naturismi ottocenteschi ma una grande attenzione all’alfabeto che sembra suggerire le cose stanche della loro invisibilità epocale.

 Dalla prefazione di Elio Grasso

Landmarks show staying power in Credo, standing beneath the depths of the sky and above the cobbles of ancient civilizations, coming together between the ancestral yesterday and the fatal times we live in; these marks help to defend and hold limbs straight against the enemy. From hunted-down creatures to free beings, how many childhoods have been consumed? This is a book that stands up against human wastefulness. There are lines that converge on the passing of time, while others absorb the strength of greetings, the messages from the crystals that await and – thinking – create the world.
This is a book about uniform routes and the search for names to give to matter while it spreads out and its blood flows counter to dejection. Chiara De Luca does not let the void speak but appeals to the possibilities that a treelike people may entrust to one who furrows green mysteries: however different the directions they engage in, the poems in Credodo not surpass anything but bring the reader’s earthly journey close to every inkling, every trigger. So what do we have here? A woman crossing the fields who knows secrets but keeps them to herself while she carries around understandably earthly nudities and twigs of elegies that recover as the years go by. There’s no return to nineteenth century naturalism here but there is great attention to the alphabet, which seems to suggest the tired objects of their epochal invisibility.

From the preface by Elio Grasso

 

Credo
nel sacro di ogni incontro
nell’irripetibile stagione di un momento
di Eterno presente che redime il tempo
e si possa entrare infine un cuore aperto
custodire il grido teso in ogni sguardo
tenére parole come canto che nel vento
soffia intensamente ponti tra le storie
sul mare di un silenzio enorme che non cede
quando più non frangono le onde dell’attesa
nel piegarsi a un fondo invano di memorie

 

I believe
in the holiness of every meeting
in the unrepeatable season of a moment
of the Eternal present that redeems time
and were it possible at the end to enter an open heart
to guard the tense scream in every look
to hold words like a song that in the wind
blows bridges intensely between stories
on the sea of a vast silence that does not yield
when the waves of waiting no longer break
folding down in vain on a bed of memories