Claudio Gamberoni, Aggrappati stiamo

Claudio Gamberoni, Aggrappati stiamo
ISBN: 978-88-99274-38-2
pp. 100, € 12

Proprio perché la realtà è stata per lungo tempo intesa come la “semplice” creazione di Dio e non come il divino in sé, lo spirito occidentale si è molto più impegnato e dedicato al pensiero filosofico e teologico piuttosto che, come ha invece fatto quello orientale, all’ascolto del suono del vento o allo sguardo sulla foglia che cade: le nostre poesie devono essere di conseguenza abbastanza lunghe affinché vi si possa sviluppare un pensiero.
Quando un poeta adotta una forma breve già si volge, in virtù di questo semplice fatto, verso ciò che nel nostro rapporto con il mondo può essere poesia, perché questa “scelta” denuncia un tentativo – il desiderio – di ricucire uno strappo; perché questa scelta vuole mettere in discussione la concatenazione di concetti che sevono solo a fratturare il reale, a separare gli uni dagli altri; perché questa scelta è anzi manifestazione di una volontà di ricomporre l’unità dell’Universo sezionato dall’assurda regressione all’infinito del pensiero analitico.
Gamberoni comprende il compito arduo e forse irraggiungibile della poesia e lo fa nel modo più semplice, by standing under:
muovere i piedi, dare un ritmo e, a passi brevi, arrivare sul bordo della pagina per tornare indietro e ricominciare ancora una volta.

Dalla prefazione di Giuseppe Ferrara

Non aggiungono niente al nulla queste
poche parole scritte nel buio della notte:

imbrattano, sporcano
il foglio bianco su cui tutto stava,

era già scritto.

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