Paola Casulli, Di là dagli alberi e per stagioni ombrose

Paola Casulli, Di là dagli alberi e per stagioni ombrose
ISBN 978-88-96263-55-6

pp. 58, € 12

L’acqua, come fiume segreto, pioggia, grandine… accompagna sempre il canto, perché la voce passa, come “un rivolo sonoro / sugli acquitrini di pensieri.”

Lo scorrere calmo, del tempo e della meditazione, incontra un frangente nella poesia, uno schizzo rosso (papavero, tramonto, sangue), che lentamente si allarga. Qui sta la muliebrità di questa scrittura, che tutto incarna, che tutto fa vibrare. L’arte della Casulli agisce dolcemente, docilmente, come una “miniatura fluttuante”: si fa piccola, piccolissima cosa, nella grandezza incircoscritta. Sa accarezzare la pagina con la leggerezza della foglia che dolorosamente scolora, con la levità del volo di chi abbandona, con la forza dell’acqua che sopra a tutto passa e bagna, senza sosta o ripensamento.

Questo andare Di là dagli alberi e per stagioni ombroseha la sua ragione, chiusa in un “pianto segreto”, il suo tempo infinito e ripetuto che si annida nell’”alone sottile dell’inespresso”. E si palesa, ancora una volta, in piacevolissima armonia: “come ambra sull’erba delle ore”.

Rossella Renzi

Occhi aperti e scuri. I miei.
Qualcuno mi domanda
se sono turbati, sparsi sul lago
come ceneri.

Dico loro che guardo
comete alle finestre:
destinazioni ingannevoli di traiettorie
concluse su alte terrazze

a reclamare
che mi si chiami per nome

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