Francesco Benozzo, Autoktonia

Francesco Benozzo, Autoktonia. Poema del suicidio
ISBN: 978-88-99274-93-1
pp. 82, € 12

Questo poema è un’esplorazione senza alibi e senza retorica dei paesaggi della morte che ci precedono e che ci attendono. Il poeta vi si aggira con consapevolezza e con grazia, in una sospensione onirica e sciamanica nella quale l’impulso vitale coincide con un anelito all’annientamento, nella decomposizione degli alfabeti del tempo e della parola che crea e distrugge. Autoktonia è la parola greca antica che indica il suicidio.

This poem is an exploration without alibi and without rhetoric of the landscapes of death that precede us and that await us. The poet wanders there with awareness and grace, in a dreamlike and shamanic suspension in which the vital impulse coincides with a longing for annihilation, in the decomposition of the alphabets of time and of the word that creates and destroys. Autoktonia is the Old Greek word for “suicide”.

 

 

L’aquila muore sulle gelide rupi
non malata, non vecchia, non esausta,
ma veterana di sole e di tempeste.

Nessuno può trovare i resti di un’aquila,
nessuno mai potrà trovare i miei:
la mia autopsia sarà eseguita sui miei versi.

The eagle dies on icy cliffs
not ill, not old, not exhausted,
but a veteran of sun and storms.

No-one can find an eagle’s remains,
no-one will ever be able to find mine:
my autopsy will be carried out on my poems.

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