Mr. Ferrucci, Non ti chiamerò più dottore/I won’t call you Doctor Anymore

Mr. Ferrucci, Non ti chiamerò più dottore/I won’t call you Doctor Anymore
A cura di Lodovico Balducci
ISBN 978-88-99274-53-5
pp. 466, € 20

Di solito siamo abituati a fare i conti con la prospettiva della morte dal punto di vista di chi rimane ad affrontare l’assenza della persona amata, il dolore della perdita, il tempo e lo sforzo richiesto dall’elaborazione del lutto. Tempo, assenza, strazio e distanza concorrono a velare lo sguardo di chi resta. I sensi di colpa, le cose non dette, i discorsi rimasti in sospeso confondono il disegno. Il risultato è un ritratto del defunto spesso filtrato dallo sguardo dell’amore, levigato dall’indulgenza che si deve a chi non può più ribattere e difendersi, illuminato da una necessità assolutoria che lasci tensioni e conflitti passati a sfinire nella polvere dei corpi.
Non ti chiamerò più dottore ci presenta una prospettiva inedita sul distacco finale. Lodovico Balducci, poeta e medico oncologo di fama internazionale, raccoglie le confessioni in versi rilasciate da un suo paziente anonimo, che chiameremo Mr. Ferrucci, in punto di morte. Alle confessioni in versi si alternano le testimonianze accorate delle persone a lui più vicine: la moglie, il figlio, la figlia. Come chi è solo al mondo, un uomo in punto di morte non ha più nulla da perdere, se non la reputazione postuma, ancor più irrilevante di quella in vita. Può essere schietto, aperto, sincero con se stesso. Oppure può cercare di costruire di sé un’immagine ideale da consegnare alla memoria. Mr. Ferrucci sceglie la prima via, la più impervia, quella della verità.

Chiara De Luca

Sadly, the death of a loved one is a universal experience. The survivors’ heartbreak is well described in the literature of medicine and psychology and has also been the subject of poetic interpretation. It involves a gamut of emotions, some of which may be at odds with each other. They include the disconcerting awareness of a permanent absence, the pain of loss, and the investment of time and effort in bereavement that may overturn a person’s lifestyle and perception of himself or herself. To this one should add guilt over past misunderstandings, regret for the sentiments that remained unexpressed, and frustration at messages that can no longer be conveyed. Properly, death has been described as an interrupted letter whose conclusion we may never learn. In most cases, the final image of the dead is filtered through a loving gaze, smoothed by the indulgence one owes to the person unable to fend for himself, and purified by a necessary absolution of disagreements and conflicts. One hopes that overlooked hurtful memories may eventually turn to dust, together with the corpse entrusted to the ground.
I Will Not Call You Doctor Anymore provides a new, unexplored, and complementary perspective of final detachment: the perspective of a dying person.

Chiara De Luca

A mio figlio # 2

Insieme siamo stati spettatori
Di più di mille partite di football.
Perdonami; solo a un passo dalla morte
Mi sono reso conto
Che il pallone che si usava in quegli stadi
Era la tua vita.

To my son #2

More than a thousand football games
We watched together
For fun.
Forgive me: only two steps from death
I realized
That we had played your life as a football
In those fields.

Author:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.