Nigel Jenkins, hotel gales

Collana Goldfinch – Poesia gallese contemporanea
Nigel Jenkins, hotel gwales
ISBN 978-88-96263-06-8
pp. 233, € 12

Aprendo la porta di hotel gwales, divaricando l’incanto delle pagine, s’increspano domande nel sangue, domande d’indipendenza che la vita incontra come montagne. Qualcosa si allontana da noi, nei morsi in cui la morte aggiorna le nostre solitudini. Qualcosa torna da una pioggia mitologica, cercando un abisso di memorie nelle nostre ferite. Una scrittura che racchiude nei nervi il sapore dei libri antichi, una poesia piena di azione in cui si inseguono i fantasmi delle conseguenze. Lo scheletro della verità si annida nei testi più giocosi, danzando una ragnatela di consigli e metamorfosi. Tra i naufragi di un sogno pratico, l’occhio discende, guarda oltre la luce, osserva questa guerra interna rivoltarsi nella famiglia e parla alle mani, indicando il letto in cui siamo stati generati. L’inferno è forse il dolore che sappiamo di provocare agli altri? Ci chiede Nigel Jenkins, laddove il vento di una favola primeva ci sfiora il collo, trasformando le onde in schiaffi, facendo esplodere linguaggi di neve e carbone. Rifrange la bellezza– delinea le crepe pittoriche di un grido intarsiato di disperazione, quando la magia semina il tempo, e l’orizzonte frana tra i salici abbattuti.

Dalla Prefazione di Gianluca Chierici

‘È LÀ CHE FANNO
LE NUVOLE, PAPÀ?’

È bello, sudiciume in folate
da una ciminiera di Baglan, trasformata dal tardo sole
in un’ala d’argento
che si leva contro
le languide colline verde nerastro;
al di là di grandi chiazze aggrumate a est,
un’irreale semplicità di cielo aperto;
qui ai nostri piedi la marea colpisce,
fragorose onde lunghe a schiaffeggiare
i gradini in calcestruzzo.
Potrebbe esserci pioggia. Ci sarà notte.

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