Manoel de Barros, Poesie rupestri

Collana Mariposa – Poesia brasiliana
Manoel de Barros, Poesie rupestri
ISBN: 978-88-99274-26-9
pp. 84, € 12

Talvolta le poesie di de Barros assumono un sapore quasi esopico, gli animali divengono cifre simboliche di una verità che si fa universale nella chiusa degli ultimi versi. Il lettore segue l’incedere del verso in una sospensione onirica, finché il sogno – talvolta l’incubo – si dissolve in una improvvisa illuminazione che svela, in toto o parzialmente, il messaggio sotteso, scevro da qualsiasi intento moralistico e da qualsiasi presunzione di giudizio. De Barros vuole infatti trascrivere la realtà figurandola in tutta la sua concretezza anche quando sembra disfarsi per lasciare il posto all’analogia e al paradosso. Talvolta i suoi testi vengono lasciati volutamente aperti a più interpretazioni, facendo leva sia sulla valenza iconica della lingua e sulla stratificazione semantica delle singole parole, sia sull’evanescenza e sulla natura polimorfica delle figure disegnate, scomposte e ricomposte dai versi, dapprima abbozzate e poi progressivamente definite e caratterizzate. Il lettore è così posto di fronte allo stesso rischio cui soggiace la folla che, in una sua celebre poesia, si precipita alla ricerca del corpo mutilato della formica, trascurando la zampa staccata rimasta in disparte e che, quando avrebbe l’opportunità di assistere alla sepoltura della zampa negletta ad opera di un nuovo gruppo di persone sopravvenuto in seguito, preferisce andare a fare un bagno al fiume, giocandosi la seconda, rara e preziosa chance che le era stata offerta. Ma quello dello smarrimento e dell’intempestività è un rischio che vale la pena di correre, senza fretta, seguendo il passo cauto e pacato del poeta, che tra le righe ci indica l’alternativa giusta che ci consente di ritrovare un filo di senso nel caos.

Dalla Prefazione di Chiara De Luca

Era un granchio molto convinto.
Si riteneva all’altezza del fiore.
Passava davanti alla nostra casa
Senza neanche volgere lo sguardo.
Sembrava fosse a bordo di una carrozza
principesca.
Procedeva lentamente
Come da protocollo
Per ricevere applausi.
Troppo convinto.
Non si fermò neppure a mangiare la guaiava.
(Penso che chi va in carrozza non mangi
guaiava.)
Andava come stessero per farlo deputato.
Ma la carrozza si ruppe
E il granchio tornò a essere all’altezza
del pantano.

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