Harry Ricketts, Proprio allora

Collana Kiwi – Poesia della Nuova Zelanda
Harry Ricketts, Proprio allora
ISBN: 978-88-99274-00-9
pp. 152, € 12

“In queste poesie Harry Ricketts ha un irriverente tono colloquiale e quando le leggo, sento la sua voce. […] Non ci sono grandi artifici poetici e il soggetto delle sue poesie è frequentemente personale, spesso estremamente delicato, e in genere intessuto di maliziosa ironia”, scrive Maggie Rainey-Smith in una sentita recensione a Just Then. Ciò che più colpisce nelle poesie di questa raccolta – e nella poesia di Ricketts in generale – è proprio la capacità del poeta di rendere la parola viva, vibrante al punto di uscire dalla pagina scritta e riverberare nell’aria. La poesia di Ricketts, infatti, pare pensata, o istintivamente concepita, in funzione dell’oralità: le parole incarnano il poeta, ne vestono la voce, come se nascessero in prima istanza per poter essere parlate, accompagnate e offerte per tramite del gesto della recitazione ad alta voce. La poesia di Ricketts è senz’altro positivamente segnata da una esistenza nomadica, che lo ha portato dalla Malesia, a Hong Kong, al Regno Unito e infine in Nuova Zelanda. Il poeta, che in un’intervista afferma di sentirsi “un po’ tutte e due le cose insieme, un outsider e un Kiwi”, sembra infatti trovare la propria identità nelle vesti di un moderno menestrello, avvantaggiato dal fatto di avere “connessioni piuttosto lasche” con i luoghi, e di poterli pertanto “guardare da fuori”, svincolandosi da quella pietas che condiziona lo sguardo di altri poeti in cui legami più stretti con un determinato luogo, fisico o ideale, generano un più forte senso di appartenenza, che può essere ausilio e limite al contempo.

A casa di mia madre

È tutto sempre sera:
curiosa a luce di candela, cerbottane,
frustini, il gabinetto del Dott. Caligari.

I bimbi ridacchiavano tra i rododendri;
dragoni vaganti raggiungevano la porta.
C’erano usignoli.

Gli spettri si curvavano, varcando la porta,
ravvivando vecchi scandali, appuntamenti mancati,
tutte quelle feste all’aperto di tanto tempo fa.

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