Guy Goffette, Elogio per una cucina di provincia

Collana Orly – Poesia belga contemporanea
Guy Goffette, Elogio per una cucina di provincia
ISBN: 978-88-96263-33-4
pp. 278, € 12

La poesia di Guy Goffette non si commenta: la si respira. Capace di creare spazi d’attenzione e tensione all’interno del silenzio, è il discreto architetto di stanze fatte di respiro dalle quali affacciarsi per riprendere il filo col tempo che ci spoglia (e dal quale viene spogliato egli stesso), stanze nelle quali è ripetuto l’invito a soggiornare non per interrompere un cammino o disertarlo, ma per celebrare lo sposalizio tra realtà e ricordo, tra illusione e una vita promessa, dove il futuro è il richiamo a disegnare le figure dei giorni andati, presenti e che verranno. Un compito non facile, un percorso chiaro e già perfettamente delineato fin dalla raccolta d’esordio Rosso quotidiano e proseguito in oltre venti raccolte poetiche e cinque romanzi.
Alcuni dei temi portanti che emergono con più costanza e vigore sono la nostalgia, l’infanzia, la difficoltà d’amare, la poesia dei luoghi come anche (o soprattutto la verità, tormentata o gioiosa che sia, temi che per alcune raccolte sono divenuti i cardini sui quali schiudere le porte della parola: in Nomadia era l’attacco a una casa “prigione” quanto un ritorno alle sorgenti della voce; in Assolo d’ombre sono peregrinazioni assorte; poesie d’amore, spiritualità o morte per La vita promessa; la durezza della vita cittadina in Un mantello di fortuna oppure la rievocazione della cucina di campagna come luogo originario, il principio al quale ritornare e dove trovare salvazione in questo splendido Elogio per una cucina di provincia.

Dalla Prefazione di Fabiano Alborghetti

DOMENICA

La campana della vecchia burriera nel sole d’ottobre
è una chiesa dimenticata sulla tavola degli uomini
Raduna attorno a sé le briciole splendenti
del cuore che ha vissuto la sua ora di gloria
nella partizione e il placarsi delle grida
pepite che una mano seminerà sul prato blu
per gli uccelli gli insetti gli dei invisibili
che portano la luce nel cavo degli alberi immobili
e nello spazio aperto la notte penetra i nostri sogni.

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