Jean-Claude Tardif, L’uomo da poco

Collana Libellule – Poesia francese contemporanea
Jean-Claude Tardif, L’uomo da poco
ISBN 978-88-96263-53-2
pp. 146, € 12

Ogni poesia di questa raccolta è una tappa, dove il poeta si ferma e per metà si volta a guardare il percorso compiuto fino all’attimo della scrittura, dove il foglio è pietra miliare di un impercettibile mutamento, di un minuto avanzamento, che non presuppone traguardi, ma soltanto, passo dopo passo, rinnovate partenze. Di poesia in poesia la trama del vissuto si spiana, lascia intravedere disegni, arazzi, arabeschi. Fili brevi, linee semplici intessono il discorso poetico per sottrazioni e avvicendamenti, rinnovati intrecci e scioglimenti. E il capo d’ogni filo è di volta in volta posto con fiducia nelle mani del lettore, come a volergli affidare il compito di districare il senso della trama esistenziale, sciogliere e ricomporre significati in un tessuto condiviso, che aggiunge colore a colore, intreccia storie, con tutta la semplicità dell’incontro in cui ci si consegna, confidandosi al viaggiatore ignoto con l’implicita promessa di ritrovarsi al bivio tra l’essere e il tacere, tra l’inautenticità di costruire parole e la nuda semplicità del dire, da cui sempre tutto riparte, si complica, forse, ma in un nuovo luminoso disegno, che fa “Riprendere la propria strada, / avanzare alla cieca / sotto lo sguardo di chi è più passante di te.”

Dalla Prefazione di Chiara De Luca

Un niente ci avrebbe salvati,
una piccola musica portata come un’anima;
un angelo a fiore d’alba.

Ma noi chiedevamo la luce,
la sua ingenuità, tutta la sua ingenuità
quando non avevamo più ombra,
né quasi più parole per la primavera
poco respiro per donarlo alle labbra
e consegnarlo vivo
a un’adolescente

Un niente ci avrebbe salvato
ma noi preferivamo crimini più meschini.

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