David Huerta, La strada bianca

Collana Quetzal – Poesia messicana contemporanea
David Huerta, La strada bianca
ISBN: 978-88-99274-06-1
pp. 202, € 12

L’esplorazione condotta da David Huerta in questi versi è a tratti una discesa nella caverna platonica, a tratti un viaggio più complesso e meraviglioso, attraverso le facce di un diamante. Come dice il poeta citando Beckett, l’unica ricerca che valga ancora la pena di essere intrapresa è lo scavo e fin dai versi d’esordio Huerta si lancia in una discesa negli abissi di sé stesso e, più avanti, in una spelonca per osservare il “segno del giorno” assieme ad un archeologo.
Questo scavo, diventata ormai cedevole ogni percezione, si moltiplica inaspettatamente in molteplici direzioni e il poeta è in ogni dove e in nessun luogo, preda di un gioco di specchi, folgorazioni e tremule immagini. Sembra si possa già affermare l’identità del trickster quando scrive: “Sul ciglio della strada / Stendhal muove / uno specchio” ma “Dietro Stendhal / c’è un punto / oscuro, / una strada, /qualcuno / che somiglia a me /– o a lui –, / un altro specchio”. Dietro a quell’altro specchio c’è la parola poetica in tutto il suo lucore, la sua forza seducente, l’amarezza, il suo riparo, la sensualità, la raffinatezza del filosofare, la stratificazione delle più preminenti voci della letteratura messicana e latinoamericana.

Lucia Cupertino

Canzone d’ottobre

Il granello di sale, il fazzoletto di spiaggia
illuminato dalla luna,
il tavolo nero, la sedia grigia, il verbo trascendere,
i brevi paragrafi del romanzetto di ieri notte,
il Finnegans Wake, Londra, Calcutta, i mari
e le estensioni azzurre dei suoi mondi funesti,
le verdi valanghe e il vorticare
della selva elegiaca, i distacchi
enormi della meccanica cosmica,
il mondo fantastico e le sue tigri inaudite
di un dentro e un fuori simultanei–

di ritorno al primo movimento
della progressione, le sue iridate conseguenze,
i lenti scintillii dei tuoi primi sguardi
nel freddo di una mattina di ottobre,
i dorati passi del giorno, il pane
e le tazze di caffè, i minuti
delle nostre vite nel tremore di specchi
dell’immanenza, l’amore che provo
per te, la tua presenza, le tue fantasie.

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