William Cliff, Epopee

Collana Orly – Poesia belga contemporanea
William Cliff, Epopee
Traduzione di Stefano Serri
ISBN: 978-88-99274-15-3
pp. 286, € 12

Raramente un titolo riassume meglio un’intera opera (pur se copiosa e variegata) come riesce William Cliff con il suo Epopee. In trentadue poemetti l’autore compendia temi e motivi dei suoi testi precedenti: le scorribande amorose, i viaggi, i ricordi autobiografici. La narrazione epica ed enciclopedica di una vita si arricchisce così di una preziosa galleria di ritratti, luoghi, incontri con scrittori e libri (Ferrater e Perros, Pascal e Proust), epifanie della terra e liturgie della carne (“a corpi fusi fummo i creatori / di un mostro informe ma con due cuori”). Insieme alla lode del corpo maschile, prosegue in questo libro l’elogio del viaggio come strumento di conoscenza: a piedi, in barca, in treno o su una scassata due cavalli, seguiamo l’autore da Gembloux, paese natale, fino alla lontana America. Nulla di eroico, nei fatti minimi annotati da Cliff: ma il tono elegiaco è rischiarato da un’insolita tonalità affermativa, a tratti quasi trionfale. Epopee è infatti un’esortazione a credere nella scrittura e alla sua capacità di ridare un valore anche al tempo mai ritrovato: “perché non un’ora sia perduta […] che ognuno scriva la propria vita!”.

Dalla Prefazione di Stefano Serri

mondi accesi che delle notti riempite il gorgo
vi prego parlate alle mie membra annoiate
là in alto nei mille mondi perduti celate
un qualche pensiero che sia simile al nostro?

ditemi astri brillanti tra spazi celesti
se brillate non è perché qualcosa si desti
nell’anima che a questo vostro brillare è tesa?

su, parlate! luci superbe dell’Oscurità
perché brillate negli abissi senza posa?
“per farti vedere che anche tu sei immensità”

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