Grace Wells, Quando Dio fu richiamato altrove a cose più importanti

Snáthaid Mhór – Poesia irlandese contemporanea
Grace Wells, Quando Dio fu richiamato altrove a cose più importanti
ISBN: 978-88-96263-83-9

Una vaga ironia (e autoironia) permea a tratti i versi di Grace Wells, fin dal titolo stesso della raccolta. Come se ciò che avviene non fosse per la poetessa solo opera del caso, dell’accidente, ma di un incidente derivato dalla superficialità o disattenzione di istanze distanti e misteriose, che governano il destino umano nella totale assenza di una giustificazione razionale, quando non nella gratuità e insensatezza di quel che avviene, o, spesso, non avviene.
C’è in questa raccolta un senso forte dell’incedere spietato del tempo, che segna e incide rughe nell’anima e sul corpo, ma c’è anche la ferma consapevolezza della possibilità di un costante, radicale mutamento, che faccia di noi pagine bianche tutte ancora da scrivere, da vivere: “Ma una donna non si perde con l’età;”, scrive Grace Wells in una bella poesia sul femminile e sulle sue potenzialità metamorfiche, “diviene più profonda, continua a cambiare: / madreperla, alabastro, caolino.” E allo stesso modo cambia l’andamento del verso di questa poetessa eclettica e sorprendente, votata al mutamento, alla dissoluzione e ricostruzione di sé dalle macerie della propria storia.

Dalla Prefazione di Chiara De Luca

Quando Dio fu richiamato altrove
a cose più importanti

Quasi tutta la vita sei stata sola e abbandonata.
Come il lupo che ha cessato di ululare al vuoto,
col cuore branda arrugginita, forzata e spalancata.

Alcune notti Dio vi si distende.
Dio dice, Questo materasso è molto sottile.
Dio dice, Non si sta molto comodi qui.

Dio vi dorme comunque. Il mattino
che Dio fu richiamato altrove a cose più importanti,
il letto era sgualcito. C’è solo un’impronta, che resta.

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