Edwin Morgan, Libro delle vite

Collana Guillemot – Poesia scozzese contemporanea
Edwin Morgan, Libro delle vite
ISBN 978-88-96263-10-5
pp. 274, € 12

Libro delle vite è titolo ambizioso e impegnativo. Edwin Morgan onora egregiamente l’impegno. Muovendo dal contemporaneo al passato remoto, dal passato recentissimo al paleozoico, per risalire fino al Big Bang e alla creazione delle prime forme di vita e di pensiero, cui, nella splendida suite di poesie di Onda planetaria immagina di assistere come testimone. E il poeta è per Morgan sempre testimone, ora oggettivo e imparziale, ora partecipe, dolente o irriverente, iroso o compassionevole. Notevoli sono le sue descrizioni di quadri – oniriche, fortemente visive, originali ed efficaci – nella suite Cinque dipinti; e i suoi ritratti – documentati e profondamente umani e partecipi al contempo – di personaggi storici e letterari: da Magellano a Copernico, da Hiroito a Carlo V, da Rimbaud a Oscar Wilde, da Boezio a David Daiches.
Ne risulta una pittura composita, in cui storia individuale e collettiva si alternano in dissolvenze prive di stacchi eccessivi e fratture, inscrivendosi nel più ampio piano della Storia politica, sociale e del pensiero, per cui Morgan mostra di provare un interesse sempre vivo e autentico, accompagnato da una conoscenza puntuale che abbraccia eventi, avvenimenti e curiosità cronachistiche, sfumandoli col pennello di una fantasia camaleontica e vivace.

Dalla Prefazione di Chiara De Luca

Giorno tardivo

Ci sono giorni in cui, e ci sono giorni se, e poi ancora
ci sono giorni semplici.
Dopo una lunga notte, dopo una brutta notte, il sole
rilasciava pochi raggi
che filtravano giocosi attraverso la sudicia impalcatura.
Alla povera roba invernale va la mia lode.
Se l’oscurità ha tenuto il mondo come un occhio chiuso, noi
possiamo solo tenerci il nostro incubo e cercare di guardare
dal suo roteante bulbo oculare rosso imbrigliato
spostandolo giù sempre più giù dove nemmeno i musi guardano.
Quanto è grande il sole invernale
quando gli orrori sono sfatti
dalle più gentili e lievi delle dita che t’illuminano le dita
mentre apri le tende a un giorno lieto di rilucere e non bruciare.

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